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Confindustria, Boccia: comprendiamo il decreto dignità, ma ne critichiamo gli strumenti

“Evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà va bene, ma nel decreto ci sono troppi margini di incertezza, può generare ansia negli imprenditori e va semplificato”

 “Noi comprendiamo i fini del decreto dignità: evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà. Critichiamo gli strumenti che sono stati individuati”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista a la Repubblica. “Nessuna marcia indietro” nel giudizio delle imprese sul provvedimento, precisa Boccia. “Abbiamo sempre espresso critiche sugli strumenti individuati dal governo. Ci sono state anche molte e giustificate reazioni di alcuni nostri settori. Penso soprattutto agli imprenditori delle regioni del nord, peraltro a trazione leghista o con la Lega nella maggioranza dei governi regionali, che si sono sentiti ‘traditi’. Ma le critiche – osserva – sono state espresse da tutto il mondo economico: dalla Confesercenti, dalle associazioni degli artigiani, dalla Confcommercio e da noi. Non siamo stati i soli”.
   Per il numero uno di Confindustria, il decreto “può ancora essere corretto in Parlamento”. “Che ci possano essere abusi quando ci sono cinque proroghe dello stesso contratto può accadere – sottolinea Boccia – non pensiamo ci sia una correlazione tra contratti a termine e precarieta'”. “Siamo assolutamente contrari alle delocalizzazioni selvagge. Ma nel decreto ci sono troppe aree di incertezza, bisogna renderlo più semplice, altrimenti si genera ansia sugli imprenditori e forte incertezza. Non abbiamo niente in contrario a punire i comportamenti opportunistici di chi, anche tra gli imprenditori, assume un impegno con lo Stato e poi non lo mantiene. Riteniamo però che il vero obiettivo debba essere quello di fidelizzare gli investitori, dobbiamo fare in modo che chiunque investa sia invogliato a restare”.
   Quanto alla prossima reintroduzione dei voucher, Boccia osserva: “in settori come il turismo può essere utile, ciò che non si può fare è scambiare i contratti a termine come definiti nel decreto con il ritorno dei voucher”.

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