
Dopo 12 giorni di parole, attacchi e contro-attacchi, oggi la crisi di governo verrà per la prima volta formalizzata. Il presidente del Consiglio tiene un attesissimo discorso nell’aula del Senato al termine del quale con ogni probabilità salirà al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni
Il discorso di Conte in Senato: la diretta
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Dopo 12 giorni di parole, attacchi e contro-attacchi, oggi la crisi di governo verrà per la prima volta formalizzata. Il presidente del Consiglio sta per tenere un attesissimo discorso nell’aula del Senato al termine del quale con ogni probabilità salirà al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. Poco prima, alle 14.30, si sono riuniti i capigruppo del Senato per calendarizzare eventuali risoluzioni pro o contro il premier. Dopo il discorso di Conte la parola dovrebbe passare ai senatori, tra cui il leader della Lega Salvini, cui seguirà la controreplica di Conte. Al termine del dibattito, che si preannuncia piuttosto lungo, non è previsto il voto sulle risoluzioni: il premier salirà al Colle.
La tensione in aula è molto alta. A pochi minuti dall’inizio dellecomunicazioni del premier i membri del governo del M5S hanno occupato tutti i posti ai banchi del governo nell’Aula del Senato, lasciando libera solo la sedia del premier. L’intento è chiaro: non far accomodare ai banchi del governo nessuno dei ministri della Lega.
Le “comunicazioni” del premier Conte saranno il primo atto formale di una crisi che pone fine a 14 mesi di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega, un governo che secondo i suoi stessi protagonisti doveva avere un respiro di legislatura ma che si è rapidamente incagliato tra le secche di conflitti su troppi temi chiave: dalle infrastrutture al fisco, dai rapporti con l’Europa alll’immigrazione.
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La fine della breve esperienza del «governo del popolo» è stata decisa da Matteo Salvini una settimana prima di Ferragosto, quando il leader della Lega ha «staccato la spina» chiedendo un immediato ritorno alle urne. Da quel momento il gioco politico si è riaperto all’improvviso, spiazzando lo stesso Salvini: Conte ha rifiutato di dimettersi chiedendo che la crisi fosse formalizzata attraverso un passaggio parlamentare. Passaggio che il leader della Lega voleva fosse rapidissimo, prima di Ferragosto, ma che invece è slittato al 20 agosto per volontà di M5S, Partito democratico e Leu, uniti nella volontà di non cedere alla richiesta di Salvini di una crisi-lampo.
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