Il presidente del Consiglio Conte: «Massima attenzione a militari italiani di stanza in Medio Oriente». Il ministro della Difesa Guerini: «Le missioni continuano ma innalzata sicurezza»
di Andrea Carli
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Dopo l’uccisione del generale Qassem Soleimani, il ministero della Difesa ha deciso di innalzare le misure di sicurezza dei contingenti dove operano i soldati italiani e di limitare al minimo gli spostamenti al di fuori delle basi. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che c’è massima attenzione da parte del premier Giuseppe Conte in queste ore per i militari italiani di stanza in Medio Oriente dopo l’escalation di tensione tra Usa e Iran.
Secondo Conte nella prospettiva di un dialogo «l’Ue può giocare un ruolo fondamentale e offrire un contributo determinante». Le stesse fonti sottolineano che Conte si sta prodigando affinché l’Ue possa esercitare il suo peso diplomatico per evitare sviluppi imprevedibili e vanificare così tutti gli sforzi per stabilizzare l’area.
Guerini: missioni continuano ma innalzata sicurezza
In un intervento a Sky TG24 il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha sottolineato che «le missioni continuano come programmate, c’è stato un innalzamento delle misure di sicurezza previsto in situazioni di questo tipo e deciso con la coalizione. Nelle procedure di sicurezza che sono state innalzate – ha aggiunto – si è deciso di sospendere temporaneamente l’attività di addestramento delle forze irachene, che riprenderà appena le condizioni lo permetteranno. La missione prosegue e questa è una delle attività della missione».
Il raid voluto da Trump contro Soleimani rischia di ripercuotersi sul Libano dove la potente milizia-partito Hezbollah, formazione di riferimento degli sciiti finanziata dall’Iran, potrebbe tornare a minacciare Israele.
Le missioni in Libano e Cisgiordania
Nel paese dei Cedri operano 1.076 militari italiani, 278 mezzi terrestri e sei aerei. Il contingente italiano è inquadrato nella missione Onu “Unifil”(United Nations Interim Force in Lebanon), che dal 7 agosto del 2018 è tornata sotto il comando italiano: alla guida il generale Stefano Del Col. La missione, il cui comando è a Naqoura, è scattata con la risoluzione 425 adottata il 19 marzo 1978 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). L’Italia è il maggiore contributore di truppe di Unifil insieme all’Indonesia. Sempre in Libano, 140 militari, sette mezzi terrestri e uno navale sono impiegati nella missione bilaterale di addestramento delle Forze di sicurezza libanesi (Mibil). Sedici militari e quattro mezzi terrestri sono invece impiegati nella missione multilaterale TIPH2 (Temporary International Presence) a Hebron, in Cisgiordania. Trentanove militari e nove mezzi terrestri agiscono nell’ambito della missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi (Miadit 9).
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