Le parole da Biarritz: «La Lega è un’esperienza per me chiusa»
Una posizione che Conte ha poi ribadito a Biarritz: dalla cittadina di mare sulla costa basca a sud-ovest della Francia, a 1.500 chilometri di distanza da Roma dove la trattativa politica si è accesa anche sul suo nome, il premier dimissionario ha escluso senza se e senza ma la possibilità di ricucire con il Carroccio dopo che Salvini ha voluto la crisi. L’esperienza di governo con la Lega? «Non la rinnego – ha affermato Conte – ma per me è chiusa, non si potrà riaprire più per quanto mi riguarda».
La trattativa M5S-Pd e il veto di Zingaretti a un Conte-bis
Dopo l’apertura ufficiale della crisi e il primo giro di consultazioni con il Capo dello Stato, Conte è diventato il fulcro della trattativa tra pentastellati e Dem, in un susseguirsi di veti, appelli, ultimatum e tante sfumature. Da una parte il leader politico M5S Luigi Di Maio a sottolineare che l’attuale presidente del Consiglio «è l’unico nome in campo» per il ruolo di premier di un eventuale governo giallo rosso. Dall’altra Zingaretti che in una prima fase ha chiuso a questa ipotesi, in quanto il Pd, è la posizione espressa dal Governatore del Lazio nei giorni successivi al primo round di consultazioni, non sarebbe stato disposto ad andare al governo con i Cinque Stelle per tappare i posti lasciati vuoti dalla Lega. Il tutto mentre l’area vicina a Matteo Renzi – i renziani hanno la maggioranza nei gruppi parlamentari – esercitava pressioni sul segretario Dem affinché cedesse sul nome del professore. Alla fine Zingaretti ha dato il via libera a un “Conte 2”, ma a condizione di ottenere ministeri di peso per il Pd e un un rinnovamento della compagine ministeriale del M5S (magari senza Di Maio).
La scelta di non fare una conferenza stampa al termine del G7
Con le ore, e l’avvio del secondo giro di consultazioni – a quanto si apprende da fonti parlamentari, i leader dei partiti dovrebbero comunicare le loro indicazioni al Quirinale entro le 19, in modo da permettere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di stilare il calendario – l’ipotesi di un Conte alla guida di un esecutivo M5S-Pd si è fatta più solida. Il professore prestato alla politica intanto mantiene un profilo istituzionale, ed evita di fare dichiarazioni. Da fonti di Palazzo Chigi si apprende che lascerà il G7 di Biarritz direttamente alla fine del vertice, senza alcuna conferenza stampa. E con un occhio al cellulare, nel caso da Roma dovessero arrivare novità.
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