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Dalla Nutella a quota 100, dall’euro al Jobs act, ecco svelata la grande bufala di Salvini pro business

Salvini vuole uscire dall’euro, la scelta politica più disastrosa immaginabile per le aziende, per il lavoro, per gli affari italiani. I suoi consiglieri Borghi e Bagnai hanno causato danni miliardari alle finanze italiane, alle banche, ai mutui, alla possibilità di finanziare gli investimenti di artigiani, di industriali e delle famiglie, semplicemente ribadendo al mercato e agli investitori internazionali il progetto di uscire dalla moneta unica.

Salvini è il responsabile di quota 100, la più dispendiosa e improduttiva spesa pubblica degli ultimi decenni, assieme al reddito di cittadinanza che è stato approvato col suo voto, sancito addirittura su un contratto, e dal governo di cui lui era vicepresidente. Il governo a egemonia di Salvini ha tolto gli incentivi alle assunzioni e ha smantellato il Jobs Act, le due principali misure che hanno garantito la ripresa economica italiana post crisi, e infatti sotto Salvini il prodotto interno lordo è tornato negativo, anche perché un altro indimenticabile provvedimento del suo governo è stato quello di depotenziare Industria 4.0, ovvero gli incentivi a investire per trasformare tecnologicamente le aziende e per traghettarle nell’era digitale.

Le continue baruffe con le istituzioni europee e le controriforme sul lavoro hanno impedito che Bruxelles continuasse a consentirci maggiore flessibilità negli investimenti, come era successo negli anni di Renzi. Al governo, poi, ha lasciato fare al suo compare Di Maio, con il nullaosta del fido Giancarlo Giorgetti, i disastri Ilva e Alitalia, per non parlare degli accordi con la Cina per la cessione delle nostre infrastrutture in cambio di un carico di arance.

A Salvini va riconosciuto soltanto di aver esteso il regime forfettario per le partite Iva, già adottato dai governi precedenti, mentre illudeva tutti quanti con la bufala della flat tax di cittadinanza.

Nonostante questo curriculum e questo programma, il Nord produttivo in questi anni ha creduto alla bufala del Salvini motore della crescita, assecondandolo nella sua campagna antireferendaria del 2016 e nelle scorribande scioviniste e anti immigrati degli anni successivi.
Sono molteplici e strutturali i motivi per cui l’Italia è un paese stagnante e incapace di crescere, ma soltanto uno è riconoscibile con il nome e il cognome di Matteo Salvini.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/12/07/salvini-nutella-mes/44672/

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