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Dalla politica ai magistrati, agli avvocati: tutte le critiche alla riforma della prescrizione

GIUSTIZIA

Con il trascorrere delle ore il confronto sul dossier si fa sempre più acceso. Non c’è solo il duro scontro tra M5S e Italia Viva all’interno della maggioranza, ma anche le proteste eclatanti di avvocati e magistrati

di Andrea Carli

3 febbraio 2020


L’allarme della Cassazione: “Cambiare la prescrizione”

4′ di lettura

Formalmente, stando al tenore delle dichiarazioni uscite nelle ultime ore, li ha tutti contro. Con la sola eccezione dei Cinque Stelle che l’hanno promossa, e che sono alle prese con la non facile transizione dopo l’uscita di scena di Luigi Di Maio da leader politico del Movimento.

La riforma della giustizia targata Alfonso Bonafede, dal nome del ministro grillino, entrata in vigore dal primo gennaio, prevede la sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, sia in caso di assoluzione sia in caso di condanna. Il dossier è sotto la lente delle forze politiche di maggioranza (leggasi il duro scontro tra M5S e Italia Viva). Ma è anche oggetto degli strali di avvocati e magistrati, come è emerso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Insomma la levata di scudi contro le nuove regole è (quasi) bipartisan: non si è tirata indietro nell’avanzare critiche l’opposizione (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). Una legge quella Bonafede che è stata votata dal Conte uno a trazione M5S-Lega, e nella sostanza non è stata messa in discussione dai nuovi alleati dei pentastellati nel Conte due (Pd, Italia Viva e Leu). Ora questo tacito assenso, complice anche il pressing di Italia Viva per far saltare la riforma, potrebbe venir meno.

L’aut aut di Renzi a M5S e Conte
La politica è partita “lancia in resta”. A lanciare il sasso Matteo Renzi, in occasione della seconda giornata dell’Assemblea nazionale di Iv: Italia Viva, ha chiarito, è pronta a votare in Parlamento il ddl Costa (che abroga la riforma Bonafede) se sulla prescrizione non venisse prima approvato il lodo Annibali nel Milleproroghe (che a sua volta prevede il rinvio di un anno della riforma, in attesa della più complessiva riforma del processo penale). Renzi ha lanciato un avvertimento chiaro al premier Giuseppe Conte: senza di noi la maggioranza non ha i numeri.

Ed è proprio la forza dei numeri che Italia viva farà pesare in vista delle prossime mosse, soprattutto al Senato, dove la soglia di sicurezza della maggioranza è quasi al limite. La situazione potrebbe farsi scivolosa già nelle prossime ore quando il Governo sarà chiamato a fornire un parere nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera sulle proposte di modifica del provvedimento (tra le quali anche quelle, altrettanto “sensibili”, sulla revoca delle concessioni ad Aspi).

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