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Detto e contraddetto: Salvini e il caso Gregoretti

 

dopo il sì della giunta per le immunità

La girandola di dichiarazioni del leader della Lega sulla vicenda della nave militare che nel luglio 2019 soccorse 116 persone in mare

di Nicoletta Cottone

21 gennaio 2020


Detto e contraddetto: Salvini e il caso Gregoretti

3′ di lettura

Salvini «pronto ad andare in galera». Salvini che lancia un appello agli avvocati per «una difesa collettiva con 500 o mille avvocati». Salvini che tuona contro i giudici di sinistra: «Non rompano le scatole». Salvini che dice che la vicenda Gregoretti «è stata gestita dal governo in modo collegiale». Al centro delle dichiarazioni del leader della Lega da giorni c’è la decisione della Giunta delle immunità del Senato sul caso Gregoretti, la nave militare italiana che nel luglio 2019 soccorse 116 persone nel Mediterraneo centrale, restando poi «prigioniera» nel porto di Augusta a causa del divieto di sbarco imposto da Matteo Salvini, allora ministro dell’Interno. La Giunta il 20 gennaio ha dato il via libera al processo al leader della Lega sull’ipotesi di accusa di sequestro di persona. Ecco la girandola di dichiarazioni di Salvini sulla vicenda. Da inizio anno a questa parte.

3 gennaio 2020 – È coinvolto l’intero governo
«Un accordo per l’accoglienza era stato raggiunto anche con la Cei. È dunque evidente come fosse il Governo, in modo collegiale, a gestire tale attività».

5 gennaio 2020 – Processo a un intero popolo
«Ho la testa dura e se mi processano penso che processeranno tutti voi,
non solo una persona, ma un intero popolo».

7 gennaio 2020 – Al governo lo rifarei
«Se vogliono mandarmi in galera, non trovano un uomo preoccupato,
ma orgoglioso di aver difeso i confini. Io al governo rifarei lo stesso».

8 gennaio 2020 – Io in galera, Carola Rackete in tv
«Non è normale un Paese dove Carola Rackete che ha speronato una nave, invece di essere in galera va da Fazio. E invece in galera magari ci va il ministro che ha difeso i confini».

 

 

 

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