
Il ministro degli Esteri dice di scommettere sul dialogo, sulla diplomazia e sulle soluzioni politiche. E annuncia che l’8 gennaio sarà al Cairo, poi Algeria e Tunisia
Il Parlamento turco vota l’invio delle truppe in Libia
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«Chi ancora crede che la strada sia la violenza, è fermo al passato o non ha ancora compreso le lezioni dalla storia. E, quel che è peggio, sta esponendo tutti gli italiani a un pericolo di ritorsioni». È quanto scrive il
ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook parlando della situazione in Iran e Libia. «Ora – dice – non è più il tempo di rischiare morte, terrorismo, ondate migratorie insostenibili, ora è il momento di scommettere sul dialogo, sulla diplomazia e sulle soluzioni politiche».
Di Maio: l’8 vado al Cairo, poi Algeri e Tunisi
La Libia «che dista a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste» è «una delle priorità» per l’Italia continua Di Maio, che sottolinea: «Sono in continuo contatto con i miei omologhi europei e non solo. L’8 sarò al Cairo, poi Algeria e Tunisia. Questo pomeriggio faremo il punto alla Farnesina sugli ultimi sviluppi»
A rischio la missione dell’Ue in Libia
La situazione sempre più confusa e pericolosa che si sta creando in Libia addensa nubi di incertezza anche sulle sorti della missione diplomatica europea che nei prossimi giorni – si era parlato del 7 gennaio come data
plausibile ma non confermata – sarebbe dovuta approdare nel Paese
nordafricano per tentare di ottenere un cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui tra le due fazioni in conflitto, il governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite del premier Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar.
La Farnesina e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio continuano a lavorare all’appuntamento, che resta in programma e che dovrebbe essere guidato dall’Alto rappresentante Joseph Borrell e dai ministri degli Esteri italiano, francese, tedesco e britannico. Ma tutto resta ancora in stand-by in attesa degli eventi. In corso c’è soprattutto una seria riflessione sulla sicurezza delle delegazioni. E uno dei portavoce dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell mette le mani avanti: «Da parte nostra non è stata annunciata alcuna missione. L’Alto rappresentante Ue è in contatto costante con tutti i partner rilevanti per chiedere a tutte le parti che si impegnino per una soluzione politica» in Libia.
Per approfondire
https://www.ilsole24ore.com/art/di-maio-violenza-libia-iran-ci-espone-ritorsioni-ACJ1s19










