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Dopo 16 anni di blocco, Montecitorio bandisce i concorsi: previste 300 assunzioni

La Camera dei deputati, dopo 16 anni di tagli del personale, torna ad assumere. E lo fa varando un piano di concorsi per reclutare personale di ogni livello, dai commessi ai consiglieri parlamentari. Ieri l’ufficio di presidenza di Montecitorio ha approvato un cronoprogramma delle prove. E un’analoga decisione è stata presa oggi anche dal consiglio dei presidenza del Senato. Le prime stime parlano di circa 200-300 assunzioni. Ma, vista la gran quantità di pensionamenti registrata negli ultimi anni, chi si sta occupando del dossier propende più per un fabbisogno di 300 nuovi assunti.

Il cronoprogramma dei concorsi
Entro il 15 luglio 2019 verranno pubblicati in Gazzetta ufficiale i bandi per consiglieri parlamentari della professionalità generale e della professionalità tecnica (informatici, edili e impiantistici). Entro il 30 novembre 2019 sarà bandito quello per assistenti parlamentari; entro il 30 aprile 2020 quello per segretari parlamentari e per tecnici della fascia dei quadri intermedi; entro il 31 ottobre 2020 quello per documentaristi e collaboratori tecnici.

Le ultime assunzioni
Gli ultimi consiglieri parlamentari alla Camera sono stati assunti il 15 novembre 2003, ben sedici anni fa, quando i dipendenti di Montecitorio erano circa 1800; oggi sono 1054. Quello per gli assistenti parlamentari venne espletato poco dopo, ma con uno scorrimento di graduatorie negli anni ne sono stati assunti altri più di recente.

Le carenze di organico
«Per alcune professionalità, come gli informatici, siamo ormai alla canna del gas – spiega Marzio Liuni (Lega), membro dell’ufficio di presidenza di Montecitorio – per altre, come i consiglieri parlamentari, il fabbisogno è inferiore. Stiamo predisponendo per ciascun profilo i numeri necessari a fronteggiare le necessità». Il piano guarda ai prossimi tre anni, innanzitutto perché dal momento in cui il concorso viene bandito alle vere e proprie assunzioni passa circa un anno, e poi anche perché Montecitorio dovrà affrontare dal primo gennaio 2022 lo stop al blocco dei pensionamenti deciso dall’ufficio di presidenza. Teoricamente, quando quel blocco non ci sarà più, ben 370 persone potrebbero chiedere di andare in pensione. Ecco allora che i concorsi che saranno banditi nei prossimi mesi dovranno servire a predisporre una lista di potenziali nuovi dipendenti pronti ad essere chiamati in servizio all’occorrenza.

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