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Fontana e Zaia rispondono a Conte: «Non vogliamo secessione, ma non firmiamo farsa»

le tensioni nel governo

Oltre ai due governatori del Nord si fa avanti anche il presidente della Regione Sicilia Musumeci che chiede a Conte di convocare tutte le regioni

di Marzio Bartoloni

21 luglio 2019


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4′ di lettura

Dopo la lettera-appello del premier Conte ai cittadini di Lombardia e Veneto per rispondere agli attacchi di Attilio Fontana e Luca Zaia sull’autonomia arriva la risposta dei due governatori del Nord. Che si dicono «feriti dalle esternazioni» del premier Conte a cui chiedono una «autonomia vera», altrimenti non firmeranno «questa farsa». Nonostante il livello dello scontro che non allontana lo spettro della crisi, il premier Conte fa sapere di aver preso atto della lettera dei due governatori e di aver registrato un cambiamento dei toni che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale.

Intanto anche il governatore della Sicilia Musumeci scrive a Conte per chiedere di convocare tutte le Regioni. Un appello a cui segue quello del governatore della Toscana Enrico Rossi che invoca anche lui una partecipazione di tutte le Regioni sul dossier autonomie.

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«Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai», è un dei passaggi della lettera al premier Giuseppe Conte dei presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. Che avvertono come dietro l’autonomia non si nasconda nessun progetto di secessione: «Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale, nessuno vuole secessioni. Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla pi grossa». Da qui il chiaro avvertimento dei due governatori: «Noi restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma – sottolineano Zaia e Fontana – se si continua con una farsa, come accaduto finora, e’ evidente che non firmeremo nulla».

Nella lettera i due governatori provano a spiegare quali sono le loro intenzioni e in particolare l’obiettivo di snellire la burocrazia: «L’autonomia richiesta dai cittadini lombardi, veneti, emiliano-romagnoli vuole cercare di rendere più semplice la vita di chi lavora, studia, vive nelle nostre regioni», mentre «ogni atto ministeriale che dovrebbe semplificare, in realtà produce ulteriore burocrazia». «Noi vogliamo l’autonomia – aggiungono Zaia e Fontana – per cercare di semplificare la vita di tutti, rendendo chiaro e semplice individuare chi fa che cosa, superando la sovrapposizione di compiti e funzioni che oscurano le responsabilità, dilatano i tempi e fanno esplodere i costi». «L’autonomia è una sfida soprattutto per noi stessi e per le istituzioni che siamo chiamati a governare, Signor Presidente – concludono i due governatori -. Non avremo scuse se non riusciremo a realizzare i nostri progetti e i cittadini ci premieranno o puniranno».

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