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Forte e normale: ecco perché gli italiani si sono innamorati di Matteo Salvini

Nel libro Fenomeno Salvini di Giovanni Diamanti e Lorenzo Pregliasco, edito da Castelvecchi, vengono ben sottolineate le caratteristiche della comunicazione e della leadership del ministro dell’Interno: il legame con il territorio, l’iperpresenza mediatica, l’abile utilizzo dei social, la retorica del buonsenso. La sua forza, inoltre, è costantemente riflessa nell’aumento della fiducia che gli italiani ripongono in lui; Salvini verrebbe votato, secondo la Supermedia YouTrend per Agi, da oltre il 30% degli elettori, ma non solo. Secondo l’ultimo sondaggio di EMG – Acqua, inoltre, è Salvini il leader che conta di più nel governo: più di Conte, molto più di Di Maio.

Effetto bandwagon, corsa sul carro dei vincitori, da una parte. Dall’altra, il ruolo che si è ritagliato nella compagine di governo gli è in fondo congeniale: né presidente del Consiglio, né “soltanto” ministro dell’Interno. Una via di mezzo che lo agevola nell’operazione di fagocitare il Movimento 5 Stelle. Anche per questo infatti i 5 Stelle soffrono (nei consensi, e non solo) questo “triangolo”, passando dal 32,7% delle elezioni politiche al 21,6% nelle ultime intenzioni di voto sempre secondo la SuperMedia.

Questa triangolazione, con Conte in mezzo tra Di Maio e Salvini, sulla carta avrebbe potuto indebolire quest’ultimo, scalfendolo nel suo protagonismo. In realtà, lo cristallizza in un ruolo che è una via di mezzo, un’altalena che permette al leader della Lega di “scaricare” sugli alleati di governo le misure non annunciate o i ritardi su altre, ponendolo di volta in volta su piani diversi: “leader del governo” in caso di provvedimenti popolari, “opposizione nel governo” in caso di provvedimenti discussi.

Ecco perché, probabilmente, a Matteo Salvini non conviene più di tanto tornare in tempi brevi al voto. Questa posizione mediana, in cui il suo consenso cresce e in cui esiste una controparte a cui poter scaricare la responsabilità di opere incompiute o bloccate (tra tutte, ad esempio, la TAV), in realtà non lo indebolisce: lo fa apparire imbrigliato, certo, scalpitante, bloccato da questioni politiche, in equilibrio imperfetto tra il volere carnale della folla e le ragioni di Stato. A Matteo Salvini conviene mostrarsi così, come colui che smania per cambiare il Paese. E, proprio per questo, oggi, agli italiani piace.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/01/matteo-salvini-ministro-italia/41630/

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