
La coperta delle finanze pubbliche è corta, e in gioco sono le coperture da destinare alla manovra. Tra le ipotesi attualmente al vaglio dei tecnici, quella di utilizzare le “aste verdi” per liberare risorse. La promessa di ridurre del 10% «le spese fiscali dannose per l’ambiente» può valere fino a 1,93 miliardi di euro, stando al censimento dello stesso ministero dell’Ambiente. Ma per arrivare a quella cifra occorrerebbe muovere le forbici su tutti i 75 sussidi giudicati nemici dell’ambiente
di An.C.
Bonus rottamazione auto e 20% di sconto sui prodotti senza imballaggi
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Il decreto Clima o decreto Ambiente, veicolo normativo che dovrebbe fare da contenitore alla manovra green al centro del programma dal governo Conte due, è approdato oggi sul tavolo del governo, riunito nel Consiglio dei ministri, ma solo per un primo esame.
Nonostante alla vigilia del vertice dell’Esecutivo si attendesse un via libera al provvedimento, il primo atto “verde” del nuovo governo si è alla fine arenato sullo scoglio più prevedibile: quello delle coperture.Il decreto, voluto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al centro di un dibattito chiesto dal ministro in Cdm, dovrà essere riesaminato insieme agli altri ministeri, e soprattutto a quello dell’Economia, in vista della manovra. Forse diventerà un disegno di legge, anche se Costa insiste per farlo approvare prima possibile.
I provvedimenti approvati dal Cdm
Via libera del Cdm invece al decreto con le misure urgenti in tema di sicurezza nazionale cibernetica e a quello che sancisce il ritorno del turismo sotto la regìa del ministero dei Beni culturali (dopo la parentesi dell’Agricoltura) nonché l’attribuzione alla Farnesina di competenze in tema di internazionalizzazione, attualmente in capo al Mise.
Le misure nella bozza del decreto Clima
L’elenco delle misure previste dai 14 articoli della bozza del decreto Ambiente, anticipata dal sole24ore.com, contempla un bonus fino a 2mila euro, con una spesa fino a 200 milioni, per chi rottama una vecchia auto (euro 4 o classi precedenti) nelle Città metropolitane, cioè le vecchie Province, oggetto di procedura d’infrazione Ue per inquinamento, in un orizzonte che da Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Toscana arriva a Lazio, Molise e Sicilia (le procedure sono la 2014/2147 e la 2015/2043). C’è poi un credito d’imposta fino a 5mila euro, da riversare al consumatore, per le attività di consegna di prodotti «secondo modalità sostenibili»; una detrazione fiscale del 19% per la spesa (fino a 250 euro) delle famiglie per il servizio di scuolabus «a ridotte emissioni», incentivi alla vendita e all’acquisto di prodotti sfusi e una riforma della Valutazione d’impatto ambientale.
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