Mancava un solo tassello per realizzare il completo controllo dei Cinque Stelle nell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive che dovrà occuparsi dei navigator e della seconda parte del reddito di cittadinanza, quella del lavoro. Dopo la nomina del guru del Mississippi Mimmo Parisi alla presidenza (leggi qui e qui le nostre inchieste a riguardo), serviva mettergli accanto un direttore generale in linea con la filosofia grillina del reddito. E soprattutto che non mettesse ostacoli alla accelerazione, innescata nel decreto crescita (dopo il tentativo nello sblocca cantieri), per acquistare senza bando e attraverso una società in house di Anpal Servizi il software di incrocio dei Big Data che Parisi ha sviluppato Oltreoceano.

Ecco perché, dopo che Lega e Cinque Stelle avevano trovato l’accordo su Gianni Bocchieri, direttore generale dell’assessorato Istruzione, formazione e lavoro di Regione Lombardia, il banco è saltato. E Luigi Di Maio ha messo sul tavolo il nome di Luigi Falco, finora semplice impiegato nell’ufficio comunicazione di Anpal, ma amico ed ex portavoce di Luigi Di Maio e senza alcuna esperienza nelle materie di competenza dell’Anpal (basta leggere il suo curriculum), come richiederebbe invece la norma. Nonostante gli stessi grillini fossero andati a bussare alla porta di Bocchieri (di origini ragusane) per candidarlo come assessore al lavoro alle ultime regionali siciliane, il dirigente della Regione Lombardia a Di Maio è sembrato difficilmente domabile per portare a termine i suoi piani.

All’inizio l’ok su Bocchieri, proposto dalla Lega ma gradito a tutto il centrodestra, era arrivato da Buffagni in persona, fiduciario delle nomine per conto di Luigi Di Maio. Ma è bastato qualche giorno ai Cinque Stelle per realizzare che avrebbero aperto le porte di Anpal a un dirigente che non sarebbe stato un semplice esecutore all’ombra del super presidente arrivato dalla Mississippi State University. Uno con anni di esperienza alle spalle, tra le agenzie per il lavoro, la formazione professionale, l’eccellenza della Dul lombarda e gli anni a capo della segreteria tecnica del ministero dell’Istruzione guidato da Maria Stella Gelmini.

Uno con una visione precisa delle politiche attive, dice chi lo conosce, che non avrebbe avuto remore a esporre idee contrarie a quelle di Mimmo Parisi. Insomma un potenziale cavallo di Troia per i grillini, che non avrebbero potuto controllare, soprattutto per la partita finale dell’acquisto del software di incrocio di domanda e offerta di lavoro e del rischio del conflitto di interessi di Parisi. Ecco perché i Cinque Stelle nei mesi scorsi hanno realizzato un minidossier collezionando gli articoli firmati da Bocchieri su Libero e Il Sole 24 Ore critici sul Reddito di cittadinanza, a supporto del rifiuto della nomina.

Addossando anche a Bocchieri la colpa della resistenza delle Regioni contro l’accordo sui navigator, bloccato nuovamente sulla questione del metodo del “case management” che giustificherebbe così l’acquisto del software creato da Parisi in Mississippi. Lo stesso professore italoamericano, dopo aver letto il “dossier Bocchieri”, si sarebbe messo di traverso, opponendosi alla nomina. In uno dei suoi articoli, Bocchieri scriveva: “Non serve copiare dal Mississippi il collocamento”. Le premesse di convivenza tra Parisi e Bocchieri, insomma, erano tutt’altro che pacifiche. E i Cinque Stelle hanno di fatto messo il veto sul suo nome.

Tant’è che, mentre l’accordo sembrava ormai fatto, il 29 aprile è stata riaperta invece la trattativa, con il rifiuto anche di altri candidati proposti dalla Lega. Finché Di Maio è arrivato il 30 aprile in consiglio dei ministri con la nomina di Luigi Falco, facendo andare su tutte le furie lo stesso Matteo Salvini. Che si è opposto senza mezzi termini. E in effetti, il comunicato stampa del consiglio dei ministri non riporta la notizia della nomina. Quarantunenne Napoletano, giornalista e amico di Di Maio, Falco ha lavorato nello staff della comunicazione dell’attuale vicepremier grillino quando era ancora vicepresidente della Camera. Ma nel suo cv non si trova da nessuna parte quella “provata esperienza” che la norma richiede per sedere sulla poltrona di dg di Anpal.

Resta ora da capire quale sarà la prossima mossa della Lega per presidiare il recinto Cinque Stelle del reddito di cittadinanza. Una partita, quella che si gioca, non di poco conto visto che riguarda l’annunciata ricerca di un lavoro per i percettori e il pericolo di un conflitto di interessi – quello di Parisi – da diversi milioni di euro.

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One thought on “Fuori Bocchieri, dentro Falco: ora Anpal è tutta dei Cinque Stelle

  1. ennesima esposta al ministro Di Maio luigi da parte di una cittadina mi chiamo incoronata e vi devo esporre un pesante malcontento che c’è nei vostri riguardi come governo dei due partiti che state al governo,perchè gli italiani non ne possiamo più si sentire solo è in continuazione della situazione del caso siri non parlate di altro ,non state pensando a risolvere i mille problemi che gli italiani viviamo ogni giorno ,ma state facendo il gioco dell’opposizione state dando l’italia di nuovo nella mani dell’opposizione ,anche se il caso siri la legge deve fare ancora il suo corso deve essere ancora interrogato dai giudici,quindi voi dovete pensare come partiti che state al governo a risolvere i mille problemi che viviamo gli italiani ogni giorno e che non ne possiamo più di andare avanti in certe condizioni di vita ,c’è ancora una pesante disocupazione di giovani al di sopra dei 40 anni che malvagrado abbiamo studiato con titoli di studio viviamo con i genitori che sono anziani e’ non ci possiamo sistemare,perchè c’è ancora una forte disocupazione , dovete fare forti investimenti un reddito di cittadinanza chi lo prenderà è chi non lo prenderà anche se c’è ne bisogno non tutti lo avremo una sanità fallita che in italia non tutti abbiamo la sanità,la sanità è un diritto di tutti i cittadini che abbiamo per poterci curare la propria salute quindi questi sono diritti che devono avere tutti i cittadini dal lavoro fisso alla sanità questa è la dignità dei cittadini,quindi siete chiamati a risolvere i mille è pesanti problemi degli italiani voi di 5 stelle insieme alla lega se siete veramente il governo di cambiamento come dite voi ,perchè se fate cadere il governo sulla situazione del caso siri vi prendete la giacchetta e ve ne andate come è successo con altri governi prima di voi,quindi pensate a risolvere i mille problemi degli italiani vediamo gli italiani se siete veramente il governo di cambiamento come dite voi

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