
Cambia la formazione, ma il carattere rimane. Quel pool di Mani pulite che, sabato scorso, ha dato l’addio all’ex procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli, scomparso a 89 anni, adesso ha come membro più anziano l’ex magistrato Gherardo Colombo. Quella visione lucida degli eventi che li ha accompagnati durante la storica inchiesta è ancora intatta, come del resto l’eredità che il collega lascia negli annali della magistratura. «La Costituzione garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Ma occorre che i magistrati vogliano essere indipendenti, e questo a volte non si verifica per una serie di motivi. Si vive meglio evitando di guardare nei cassetti del potere, per esempio».
Colombo scava nel passato, senza mai abbandonare la condizione attuale. La piaga della corruzione, oggi più di prima, condanna il Paese, mentre gli attriti con la politica rimangono una costante duratura. «Ci sarà sempre qualcuno che corrompe, qualcuno che uccide o che ruba. Ma la questione riguarda le dimensioni del fenomeno. In Italia la corruzione, oggi, è molto diffusa, a qualsiasi livello».
Gherardo Colombo, dopo 27 anni da Mani Pulite ci troviamo di fronte a nuovi casi emblematici di corruzione. Sarà mai possibile sradicare questo seme in Italia?
È tutta questione di quantità. Ci sarà sempre qualcuno che corrompe, qualcuno che uccide o che ruba. In Italia, tuttavia, il fenomeno della corruzione, ad oggi, è un fenomeno molto diffuso, a qualsiasi livello. Perché questa possa essere messa ai margini, credo che sia necessario fare qualcosa di diverso di quello che prevalentemente si fa.
Può fare un esempio?
Bisogna operare molto nel settore educativo. Le regole, le leggi, si osservano solo molto raramente, perché si temono le sanzioni. Non si osservano perché non si condividono. Abbiamo un numero di omicidi sostanzialmente basso rispetto a tanti altri Paesi, nonostante l’Italia non preveda la pena di morte e la giustizia funzioni in spesso modo piuttosto approssimativo. Fatta la proporzione con il numero degli abitanti, in Italia si uccide almeno sei volte in meno che negli Stati Uniti: questo perché per cultura gli italiani, nonostante la presenza della camorra e della mafia, nel complesso pensano che non sia bene farlo, e non, generalmente, per paura della sanzione.
https://www.linkiesta.it/it/article/2019/07/25/gherardo-colombo-magistratura-csm-corruzione-mani-pulite/42984/












