il leader di italia viva

Lanciato il piano choc per le infrastrutture. «Senza uno sblocco la crisi economica che potrebbe raggiungere il nostro Paese, che ragionevolmente ci accingiamo a vivere, sarà ancora più grave»

di Nicola Barone

20 febbraio 2020


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(ANSA)

3′ di lettura

Per Renzi «la cosa più pulita» è «vedersi la prossima settimana con Conte. Serve una forma di trasparente chiarezza». Le ore cariche di tensione degli ultimi giorni, con il rischio del precipizio a un passo per il cartello delle forze che sostengono l’esecutivo, trovano nelle parole del leader di Italia Viva una prima, provvisoria, apertura al dialogo. Con quale esito, nella disponibilità effettiva del presidente del Consiglio a stare al gioco dell’ex premier, è da vedersi. Perché le sortite muscolari del senatore di Rignano hanno tracciato un solco profondo tra sé e gli alleati quanto alle chance di tenuta, alla lunga, di un percorso tanto accidentato.

Il sindaco d’Italia e la revisione del reddito di cittadinanza
L’elezione del «sindaco» d’Italia e la trasformazione del reddito di cittadinanza da sussidio a aiuto fiscale sono le priorità per il Paese che Renzi rilancia assieme al suo piano choc per le infratrutture. Dal Pd è arrivato nottetempo uno stop alla proposta di dar vita a un esecutivo istituzionale per le riforme, senza Giuseppe Conte alla guida. Nel bocciare l’idea («non ci sono le condizioni») il capogruppo al Senato Andrea Marcucci menziona solo l’accordo sulla legge elettorale e alcuni aggiustamenti. Nient’altro. Nicola Zingaretti anche si fa sentire, ed è evidente nelle parole del segretario dem il tentativo di evitare strappi precipitosi. Meno polemiche e più fatti, non va oltre la sollecitazione a buon intenditor («la frenesia della battaglia politica non deve in alcun modo distrarci dal cuore dei problemi, dal senso profondo del nostro ruolo e dalle reali necessità delle italiane e degli italiani»).

«Nostro obiettivo è dare una mano al Paese»
«Il nostro obiettivo», precisa il leader di Italia Viva, «è dare una mano al Paese sia che continuiamo a stare in maggioranza sia che la maggioranza sia un’altra, come evocato da chi pensa alla sostituzione con dei responsabili, che magari si verificherà nelle prossime settimane, del tutto legittima».

«Affidare cantieri a commissari»
A Palazzo Madama intanto viene esposta la strategia per il rilancio. «Senza uno sblocco dei cantieri, la crisi economica che potrebbe raggiungere il nostro Paese, che ragionevolmente ci accingiamo a vivere, sarà ancora più grave». Di questo si dice sicuro l’ex premier. «Ci sono due esempi di buon funzionamento, la ricostruzione del Ponte di Genova e l’Expo di Milano. Dunque servono «cento commissari in questo Paese e l’Italia svolta. Per rimettere in moto l’Italia la struttura commissariale è l’unica soluzione percorribile».

Piano in 6 punti
In testa trova posto una riforma dei tre livelli di progettazione, al fine di diminuirne a due il livello, per garantire un iter più snello e rapido agli appalti pubblici. L’articolo 2 della proposta di legge preparata da Iv prevede che il governo individui, sulla base delle scelte strategiche per il Paese, interventi infrastrutturali prioritari per i quali disporre la nomina di commissari straordinari. Questi «sono responsabili di tutto il processo che va dalla progettazione all’esecuzione». Per tutte le opere di interesse strategico, sono definiti termini perentori per le impugnative e per i pronunciamenti dei ricorsi. Previsto il ripristino delle strutture di missione Italia Sicura, Casa Italia e edilizia scolastica. Si prevedono semplificazioni in materia di Via, rendendo perentori i termini previsti dal Codice ambiente per il rilascio delle autorizzazioni, in caso di rinnovo della Commissione Via/Vas e del Comitato tecnico. L’articolo 6 contiene un complesso di misure di semplificazione per il settore portuale, che va dallo snellimento delle procedure per le operazioni di dragaggio al tema della pianificazione, passando per l’emanazione del Dpcm relativo allo Sportello unico doganale. Infine spazio a norme in tema di passaggio agli enti locali delle aree demaniali non più utilizzate, al fine di favorire investimenti sulla linea di costa.

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