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I populisti europei fanno entrare in gran segreto gli immigrati, mentre Di Maio fa la faccia feroce

Non si capisce a quale titolo il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio presenti un decreto per i rimpatri dei migranti senza il ministro competente, che è quello dell’Interno, ma accompagnato dal Guardasigilli Alfonso Bonafede aka Fofò Dj. Anzi, si capisce benissimo, Di Maio fa la faccia feroce per provare a intercettare il sentimento sciovinista del paese in modo da non lasciarlo del tutto all’ex sodale Matteo

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Salvini. In Italia non c’è nessuna emergenza immigrati, se non quella umanitaria creata dal governo dei due vice. Tutti sanno che la forza lavoro degli immigrati aiuta il paese, prima gli italiani e poi anche gli stranieri. Lo sanno tutti, tranne Di Maio e Salvini, o forse lo sanno benissimo ma preferiscono lucrare miseramente consensi, alimentando la rabbia e il risentimento popolare catturati dalle maglie strette degli algoritmi della Bestia e Associati.

Lo sanno anche Viktor Orbán e gli altri leader europei anti immigranti, quelli terribili, quelli dell’Ungheria, della Polonia e della Serbia, che gli immigrati sono essenziali per la crescita dei loro paesi. Bloomberg Newsweek, infatti, ha raccontato che i nazional populisti dell’est europeo nascondono un segreto indicibile: sul retro della retorica contro l’invasione e il meticciato tengono una porta aperta, spalancata, agli stranieri e se ne infischiano dei proclami per allocchi in difesa della razza e per preservare la società tradizionale dalla minaccia multiculturale.

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Continuano a berciare come Di Maio e Salvini, e sono altrettanto pericolosi, ma sono anche i leader di paesi in forte crescita economica, la più alta d’Europa, e con un basso tasso di natalità e un alto numero di emigrati nell’ovest più ricco, per cui hanno bisogno di gente che lavori, perché i nativi non sono sufficienti a soddisfare le esigenze delle aziende.

Sono anni che in questi paesi entrano soprattutto ucraini e bielorussi, cristiani e bianchi, ma quel flusso è in esaurimento e quindi ora si attrezzano di conseguenza. In Ungheria, scrive Bloomberg, nel 2016 sono stati rilasciati soltanto 7.300 permessi di lavoro, l’anno successivo 25.000 e nel 2018 quasi cinquantamila, la metà dei quali ucraini e gli altri vietnamiti, indiani e mongoli. Anche la Romania ha raddoppiato il numero di permessi di lavoro concessi agli stranieri, con un’ondata di cittadini dello Sri Lanka, indiani, cinesi e turchi. E così anche negli altri paesi, tranne che nell’Italia di Di Maio e di Salvini. Il punto non è che i nostri due nazional populisti, al contrario dei colleghi dell’Est, sono seri e coerenti: non sono interessati alla crescita del paese.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/05/populisti-europei-di-maio-salvini-immigrati-entrano-di-nascosto/43828/

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