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Il Carroccio scarica Brugnaro. Il sindaco “Fucsia” dovrà cercare altri alleati?

Dai messaggi “distensivi”del presidente del Veneto Zaia a quelli diretti del’on. Vallotto. La Lega pensa di correre da sola alle elezioni comunali del 2020 e c’è l’ok di Salvini. E il sindaco Brugnaro si ritroverà con una Armata Brancaleone …

BRUGNARO SI’…BRUGNARO NO – I segnali (quasi) distensivi del presidente del Veneto Luca Zaia: “Se Brugnaro vorrà fare il sindaco dovrà fare i conti con la Lega”. I segnali meno distensivi e molto chiari del deputato Sergio Vallotto commissario del Carroccio a Venezia sulle elezioni amministrative 2020: “Andremo da soli al primo turno e abbiamo già un nostro candidato individuato. Ne ho già parlato con Salvini”. Come a dire: tanti saluti Brugnaro! La Lega ha ormai circondato e indebolito l’architetto Luigi Brugnaro patron dell’Umana e sindaco di Venezia dalla primavera del 2015. Il Carroccio ormai da tempo sta facendo una marcia trionfale da Nord a sud Italia. E ha conquistato anche quella Venezia  un tempo.

UNA LISTA CON…QUATTRO GATTI (BE’ SIAMO A VENEZIA IN FIN DEI CONTI) – Fino agli anni ’90 a Venezia c’erano molti gatti. Nei campielli e nelle calli e il loro compito era anche di contenere il proliferare dei roditori. Se la Lega dovesse correre da sola, Brugnaro si troverà a proporre una lista in coalizione con i cosiddetti “Quattro Gatti”. Che sono Forza Italia ormai in via di estinzione, la lista civica dell’ex presidente della Provincia Francesca Zaccariotto (con alle spalle il marito guru della comunicazione inconsapevole, l’avvocato Giorgio Bonet), l’Area popolare (o Ncd) dell’ex parcheggiatore del garage San Marco, ex senatore, ex segretario degli azzurri, ex anticomunista fino al 2013 passato alla corte di Renzi per poi essere trombato alle politiche del marzo scorso, che nel suo Comune a Marcon, candidò l’anno scorso  la figlia con il Pd (con il quale lui ha sempre inciuciato), la quale non è nemmeno entrata in consiglio comunale (nonostante babbo senatore), Mario Dalla Tor. Ed infine la lista “Boraso” del quale si sono perse le tracce. Se Brugnaro nel 2020 dovesse presentarsi con questa “Armata Brancaleone” per la Lega il trionfo sarebbe garantito. Scusate. Dimenticavamo il “Fucsia” fondato dallo stesso Brugnaro, “esportato” nei Comuni di Chioggia e Mira. Risultato? Non arrivò all’1 per cento dei consensi.

UNA SERIE DI FALLIMENTI  – La Lega ha forse capito che dopo tre anni e mezzo di amministrazione dell’ex presidente di Confindustria Venezia (non riconfermato per il secondo mandato perché aveva stremato anche i suoi colleghi imprenditori) la popolarità dell’architetto è scesa più di quella di Macron. Illustrare tutti i suoi fallimenti costituirebbe un lavoro duro e bisognerebbe ricorrere a qualche topo d’archivio. Gian Angelo Bellati ex segretario generale di Unioncamere Veneto nel 2015 era candidato sindaco per tre liste civiche con l’appoggio della Lega. E su Brugnaro dice senza mezzi termini: “Non ha rispettato alcun accordo. Francamente accettare di fare l’assessore per lui era per il sottoscritto impossibile. Ha riempito Mestre e Marghera di ostelli low cost favorendo solo la cementificazione selvaggia. Non ha rispettato l’accordo di dividere il bilancio in quattro sub bilanci per meglio andare incontro alle esigenze delle diverse realtà”.

QUEI 30 MILA ABITANTI IN PIU’ DOVE SONO FINITI – “In campagna elettorale – prosegue Bellati –  Brugnaro aveva dichiarato che Venezia avrebbe avuto grazie alla sua gestione 30 mila abitanti in più. Risultato? La città si sta spopolando giorno dopo giorno. E lui ribatte che la gente se ne vada in terraferma. Sarebbe questa la sua politica?”. Una città dove i vaporetti sono sporchi e nei pontili la comunicazione è alquanto scadente. E parliamo di una città visitata da milioni di turisti ogni anno. Dove dalla stazione a piazza San Marco non si trova un solo agente della polizia locale. Dove la pescheria di Rialto dopo mille anni di storia rischia di chiudere. E la povera bistrattata Mestre? Che tanto sperava in Gigi? (“Appena eletto farò decine di delibere per togliere la malavita a Mestre” tuonò nel 2015 in campagna elettorale). A parte qualche retata alcune zone di Mestre sono ancora in mano agli spacciatori come confermano le continue segnalazioni dell’operatore Rai Claudio Peris. “E chi bonificherà i suoi terreni vicino il ponte della Libertà?” chiude con questo interrogativo Bellati.

Brugnaro sindaco di Venezia

Foto sotto: Ca’ Farsetti sede del Comune di Venezia (events.veneziaunica.it) 

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