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Il pandoro del “copia-incolla”

Il sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi ha copiato il programma di quello di Verona. Ha sostituito soltanto le parole Verona e veronesi con Avellino e avellinesi. Ma il vizietto del copia incolla ha contaminato l’intero Paese

A volte un “copia-incolla” può dare tanta popolarità. In negativo. E’ quanto accaduto al sindaco di Avellino, il pentastellato Vincenzo Ciampi, eletto qualche mese fa, nel leggere il programma ha trovato agevole copia-incollare quello del sindaco di Verona Federico Sboarina (eletto l’anno scorso da una coalizione di centro-destra). Nell’ introduzione, Ciampi ha sostituito soltanto le parole Verona e veronesi con Avellino e avellinesi, confermando però di volere “una città che offra ai giovani occasioni per concretizzare i propri sogni” e “per proiettare Avellino (Verona nell’originale) in una dimensione maggiormente internazionale”. Il capitombolo del sindaco pentastellato ha provocato un diluvio di commenti ironici e satirici sui social, ma anche reazioni politiche che chiedono al sindaco di dimettersi e perlomeno di chiedere scusa agli avellinesi. Eppure le città distano 737 chilometri e i problemi sono ben diversi. Anche in fatto di dolci: mentre a Verona domina da decenni il pandoro in Irpinia si gustano i “Piccilatiegghi” ciambelle tipiche delle festività pasquali. Un caso simile era successo cinque anni fa, protagonisti due piccoli Comuni della Marca trevigiana, peraltro confinanti e questa volta con due primi cittadini dello stesso colore politico, il Pd. All’epoca fu un consigliere dell’opposizione a scoprire l’inganno dato che il sindaco vincitore aveva copiato di sana pianta il programma del suo collega, cambiando chiaramente il nome delle vie e dei corsi d’acqua. Ma in fin dei conti  si trattava di due territori confinanti, suvvia! Evidentemente è una virtù ben consolidata da Nord a Sud Italia, quella del copia incolla. Il vice premier Di Maio però potrebbe chiedere un pochino di impegno in più a chi si appresta ad amministrare una città. Magari anche dal suo staff visto che i “grillini” sono esclusivamente tecnologici.

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