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“Il Partito Democratico ora rischia l’estinzione”

E’ lo sfogo del segretario del Pd che aggiunge: “E’ impossibile guidare un partito in queste condizioni”, dopo che Renzi a “Che tempo che fa” ha chiuso ogni possibilità di accordo col M5s: “Siamo seri: chi ha perso le elezioni non può governare”

Roma -“Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema“. Lo dichiara il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina, per il quale “ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito“. E il riferimento va alle dichiarazioni rilasciate ieri dall’ex premier Matteo Renzi a Che tempo che fa.

Siamo seri: chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Non può passare il messaggio che il 4 marzo è stato uno scherzo. Sette italiani su dieci hanno votato per Salvini e Di Maio, lo facciano loro il governo se sono capaci. Noi non possiamo con un gioco di palazzo rientrare dalla finestra dopo essere usciti dalla porta”, ma c’è la disponibilità a scrivere le regole elettorali e costituzionali per rendere stabile il Paese.

Se c’erano dubbi, Matteo Renzi li ha spazzati via nell’intervista concessa a Fabio Fazio. Non è possibile un patto di governo con il M5S: non solo per gli insulti ricevuti in campagna elettorale (“Ci hanno detto mafiosi, corrotti, amici delle banche, dei petrolieri“), ma soprattutto perché non esiste un progetto comune per l’Italia: “Andiamo pure a parlare con loro, facciamolo in streaming. Ma vediamo se hanno cambiato idea su vaccini Tav, Ilva, reddito di cittadinanza. Io non voglio dare soldi alla gente per non lavorare, loro spieghino a chi li ha votati perché non si può fare, non nascondendosi dietro la foglia di fico dell’accordo col Pd. Non possiamo fare il socio di minoranza di Casaleggio”.

In queste ore – aggiunge Martina – stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito democratico porterò il mio punto di vista alla direzione nazionale di giovedì che, evidentemente, ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione. Così un partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società; si smarrisce l’impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo continuo a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove”.

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