Il Vicepresidente Armao, Coordinatore della Commissione Affari Europei della Conferenza delle Regioni e province autonome, ha sottolineato oggi l’inadeguatezza delle previsioni del Def rispetto alla condizione di insularità, l’audizione si e’ tenuta di fronte alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, alla quale ha partecipato, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni insieme all’Assessore all’economia della Regione Lombardia, on. Davide Caparini.
“Il Def approvato dal Governo – ha detto Armao – si limita a richiamare il percorso avviato per il riconoscimento previsto in Costituzione. Inserendo però, quale unico intervento quello relativo alle isole minori. Occorrerebbe invece un riferimento specifico alla condizione che riguarda quasi 7 milioni di italiani che vivono e lavorano nelle isole. Appare carente, soprattutto, l’individuazione delle misure compensative e degli investimenti di perequazione infrastrutturale. È doveroso infatti compensare i costi che siciliani e sardi pagano e che ammontano a circa 15 miliardi di euro annui. A fronte di questi la legge di bilancio del 2022 ha stanziato solo 200 milioni di euro”.
Nel Documento di Economia e finanze si trova a proposito del tema dell’insularità soltanto la frase seguente.
“Sempre in tema di marginalità territoriale, al fine di alleviare il disagio economico e sociale in cui versano le isole minori, cui da ultimo si è inteso dare formale riconoscimento con la proposta di introduzione in Costituzione della condizione di insularità, il Governo intende formulare una Strategia integrata di sviluppo e modernizzazione.”
Ma la proposta costituzionale non riguarda le isole minori, bensì tutte le isole compresi i quasi sette milioni di siciliani e di sardi.












