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Imprese, risparmiatori e tutela al Made in Italy ecco il dl Crescita

 

ROMA – Sconti per le imprese, incentivi all’immobiliare, tutela del made in Italy, ma anche Alitalia, risparmiatori, nuovi finanziamenti ai Comuni. A quasi un mese dalla prima approvazione, il decreto crescita è stato firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Dopo il duro scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle, concentrato soprattutto sul cosiddetto ‘Salva-Roma’, alcune norme sono state riviste o sono scomparse, come i correttivi ai Pir, mentre spuntano piccole novità, dal ‘ripescaggio’ del riordino della gestione del Fondo di sviluppo e coesione, a un credito d’imposta per le Pmi che partecipano a fiere all’estero.

Ecco in sintesi le principali misure del decreto: ‘SALVA ROMA’: non sarà più il Mef ad assumersi direttamente la gestione delle obbligazioni (con la possibilità di rinegoziarle alleggerendo in questo modo il Comune), ma resta in carico allo Stato l’erogazione delle risorse per ripagare il debito. Secondo i 5S, la norma potrebbe essere reintegrata.
INDENNIZZI A RISPARMIATORI CON DOPPIO BINARIO: arrivano indennizzi diretti per chi ha reddito entro i 35 mila euro o patrimonio mobiliare entro i 100mila euro (che può essere innalzato a 200mila con l’ok Ue). Per gli altri ci sarà una verifica ‘semi-automatica’, sulla base di una “tipizzazione delle violazioni massive”. Per attivare il Fondo serviranno ancora due decreti attuativi del Mef, poi scatteranno i sei mesi per presentare le domande. Non si partirà prima di novembre.

INGRESSO PUBBLICO IN ALITALIA: la partecipazione del Mef alla “newco Nuova Alitalia” è autorizzata nel limite dell’importo maturato a titolo di interessi sul prestito pubblico di 900 milioni già dallo Stato (quantificato in 145 milioni). La società continuerà a pagare interessi fino alla cessione ai nuovi acquirenti e comunque “sino a non oltre il 31 maggio”. Non c’è più la scadenza di sei mesi dalla vendita per restituirlo.
SCUDO AL IL MADE IN ITALY: La norma ‘Pernigotti’, come è stata ribattezzata, istituisce il ‘marchio storico di interesse nazionale’ e il relativo Fondo di tutela (100 milioni nel 2020).
IRES, IMU, SUPERAMMORTAMENTO: torna il superammortamento al 130% sui beni strumentali, scompare la mini-Ires al 15% sostituita da un taglio progressivo dell’aliquota sugli utili reinvestiti. Nel 2022 si arriverà al 20,5% dall’attuale 24%. La deducibilità dell’Imu sui capannoni passa quest’anno dal 40% al 50% nel 2020, al 60% nel 2021 e al 70% nel 2022.

DA SISMA BONUS A PRIMA CASA, SPINTA A IMMOBILI: Lo sconto fiscale al 75% o all’85% per la messa in sicurezza antisismica viene estesa dalla zona di rischio 1 alle zone 2 e 3. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno fisse a 200 euro ciascuna per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione che, entro dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica. Rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia per la prima casa. Tempi più rapidi per l’ok ai lavori dei privati su beni vincolati.
UN ANNO IN PIU’ PER LE BANCHE POPOLARI: Arriva la proroga al 2020 del termine per la trasformazione in Spa popolari. Riguarda di fatto la Popolare di Bari e la Popolare di Sondrio.
ROTTAMAZIONE ANCHE PER ENTI LOCALI: Regioni, Province, città metropolitane e Comuni potranno attivare la definizione agevolata delle entrate non riscosse (multe e tasse locali), stabilendo l’esclusione delle sanzioni.

MINI-TASSA ‘TORNA IN ITALIA’, MA DA 2020: supersconto per attirare lavoratori dall’estero. Dal 2020 chi decide di ‘venire in Italia’ per almeno 2 anni, dopo essere stato all’estero per almeno 2 anni, pagherà per 5 anni le tasse solo sul 30% del reddito. Vale per ulteriori 5 anni per chi si trasferisce al Sud, ha figli o compra casa. Prolungati da 4 a 6 anni gli sconti per il rientro dei cervelli. C’e’ la soluzione per i ricercatori già rimpatriati non iscritti all’Aire.
PER DISMISSIONI ANCHE IMMOBILI ENTI LOCALI: anche questi (circa l’80% del patrimonio pubblico) potranno entrare nel piano di dismissioni per raggiungere il target (950 milioni nel 2019).

ARRIVA FONDO PER ECONOMIA CIRCOLARE: dote di 140 milioni per favorire ricerche tra i 500mila euro e i 2 milioni (con un finanziamento agevolabile fino al 50% e 20% di contributo diretto). Obiettivi più efficienza, meno impatto ambientale, riduzione delle emissioni, rifiuti zero.
SPINTA INVESTIMENTI PMI STARTUP E INNOVATIVE: numerosi strumenti, dalle nuove Sis per investire in start up non quotate agli incentivi per la trasformazione digitale. Previsti anche interventi sul Fondo di garanzie per le Pmi e un fondo ad hoc per gli investimenti nelle zone economiche speciali (Zes).

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