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La crisi di governo complica la partita con l’Europa: occhi puntati su nomine e manovra

Servizioil fronte di bruxelles

Conte aveva chiesto un candidato «di peso» ma la strada è in salita: il termine per il nome scade il 26 agosto

di Chiara Bussi

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13 agosto 2019


Non basta dire «al voto»: ecco il timing della crisi

3′ di lettura

La crisi di governo italiana piomba come un macigno sul treno in corsa del rinnovo delle cariche europee. E rischia di complicare i giochi per la creazione della nuova Ue, frutto delle elezioni di maggio dell’Europarlamento. In una Unione che il 31

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ottobre dovrebbe restringersi a 27 Paesi con il compimento della Brexit, gli occhi dei partner saranno puntati sul nostro Paese per gli inevitabili riflessi delle scelte di politica interna sugli equilibri europei.

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LA TIMELINE TRA ROMA E LA UE

LA TIMELINE TRA ROMA E LA UELA TIMELINE TRA ROMA E LA UE

La prima data sotto la lente è il 26 agosto, termine ultimo concesso dal neo Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ai governi per indicare i rispettivi candidati al ruolo di Commissario nel nuovo esecutivo. Al momento mancano all’appello i nomi di Italia, Francia, Belgio, Croazia, Portogallo e Romania. Nell’incontro con la presidente, il premier Giuseppe Conte aveva rivendicato per l’Italia un commissario “di peso” in campo economico, ma la crisi di governo rende la strada in salita, tanto più che von der Leyen ha già avviato i primi colloqui per iniziare a riflettere sulla nuova squadra.

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Il tempo stringe perché la tabella di marcia europea fissa le audizioni dei candidati di fronte alla commissione dell’Europarlamento competente dal 30 settembre all’8 ottobre. Il nome individuato dovrà superare un vero e proprio esame scritto e orale per dimostrare di essere all’altezza del ruolo che dovrebbe ricoprire. Una volta superato questo scoglio, se non ci saranno bocciature la nuova Commissione europea al completo dovrà ottenere il via libera dell’emiciclo di Strasburgo, con ogni probabilità nella sessione dal 21 al 24 ottobre. A quel punto i nuovi Commissari avranno un ruolo decisivo per orientare le scelte dell’esecutivo europeo e la direzione da prendere, dalla riforma del regolamento di Dublino sui migranti al completamento dell’Unione bancaria, solo per fare alcuni esempi.

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