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La scommessa del Conte bis: trasformare i 5 stelle in una forza istituzionale

Alla lunga, come si è visto, un governo in cui uno dei partner guadagni tanto a spese dell’altro non può durare. L’equilibrio elettorale è condizione di stabilità. Ma per questo occorre che l’azione del governo rispecchi gli interessi di tutti i suoi membri. Spetta a Conte la responsabilità delle necessarie mediazioni. Non è una impresa impossibile. Sui programmi la distanza tra i partiti alleati, e soprattutto tra Pd e Cinquestelle, è relativamente modesta. Soprattutto ora che il M5s ha perso la capacità di prendere voti da tutte le parti. Oggi il suo profilo elettorale è più omogeneo perché molti suoi elettori di destra sono tornati a destra. Su fisco, lavoro, casa, scuola i partiti di governo non sono distanti. Sulla green economy sono in sintonia. E su immigrazione e sicurezza le posizioni si sono avvicinate. Esistono ancora differenze sui temi istituzionali. Tuttavia non sarà il taglio dei parlamentari a creare problemi esistenziali a questo governo.

Alla lunga, come si è visto, un governo in cui uno dei partner guadagni tanto a spese dell’altro non può durare. L’equilibrio elettorale è condizione di stabilità

Ma non è affatto detto che tutto fili liscio. Alla fine saranno gli elettori a pesare e di questi tempi le loro reazioni sono imprevedibili. E in una certa misura lo è anche il Movimento. Il suo processo di istituzionalizzazione è ancora incompleto. Nonostante tutto quello che si è detto, la creatura di Grillo e Casaleggio resta un attore “diverso” con tante anime al suo interno. Come si è visto anche nei giorni scorsi. Nel passato la sua diversità lo ha aiutato a distinguersi e a conquistare un consenso amplissimo sfruttando la voglia di cambiamento di tanti elettori delusi e arrabbiati. Da questa diversità possono ancora discendere comportamenti eterodossi e destabilizzanti.

Il rischio è che di fronte a un governo che dovesse risultare impopolare e a una grave perdita di consensi prevalga di nuovo la voglia di tornare ad essere la forza anti-sistema delle origini. In questo caso nemmeno la paura di perdere male eventuali elezioni anticipate sarebbe un collante sufficiente a tenere insieme il secondo governo Conte. Ma questo non è il momento del pessimismo.

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