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“La Valle assente a Bruxelles. Solleverò la questione con il nuovo governo”

Il senatore Lanièce ribadisce di essere soddisfatto di questa prima fase degli incontri con il neo Presidente del Consiglio. “Con la nuova legislatura avremo l’opportunità di approfondire le tematiche esposte e di arrivare a congrue soluzioni”

AOSTA – Albert Lanièce, senatore unionista riconfermato alle politiche del 4 marzo, parla chiaro: “Nell’incontro con il  Premier ho posto sul tappeto questioni basilari per il futuro della Valle d’Aosta”.

  Basilari sotto quale profilo?

  “Più di uno – afferma –. Innanzitutto, ho sottolineato l’urgenza di un aggiornamento dei rapporti finanziari tra la Valle d’Aosta e lo Stato, oltre alla soluzione dei contenziosi in essere. In pratica, la ridefinizione di quelli che sono i rapporti economico-finanziari”.

 L’esponente di Palazzo Madama ricorda come il bilancio della Valle d’Aosta derivi anche dai trasferimenti provenienti dallo Stato in base a precise normative statutarie. “Posso confermare la massima disponibilità dimostrata dal professor Giuseppe Conte – riporta Lanièce –  ad esaminare le problematiche della regione più piccola d’Italia.” 

  -Valle d’Aosta ‘chiama Bruxelles’.

  “E’ il vero nodo da sciogliere – riprende – Un interrogativo a cui, ad oggi, non è mai stata data una risposta. La totale assenza di rappresentanti al parlamento europeo, a Bruxelles deve essere risolta. E’ arrivato il momento di analizzare questo ‘vuoto’.”

 – Quale proposta ha formulato al Premier?

  “La costituzione di un Collegio Valle d’Aosta nell’ambito delle elezioni europee che si svolgeranno il prossimo anno. Ho fatto notare come la gran parte delle normative prodotte in Europa vengano elaborate a Bruxelles”.

  – I motivi di questa assenza?

Tranchant: “In assenza di volontà politica di riconoscere lo Statuto Speciale della Regione Autonoma Valle d’Aosta e se si considera soltanto la nostra esiguità demografica si può trovare una facile e immediata via d’uscita per mantenere questa posizione”.

  Lanièce ha una certezza che amplifica il suo disappunto: “Siamo quasi sicuri che continueremo a non essere rappresentati nel Parlamento europeo. Noi, però, rivendichiamo la dignità di riconoscimento del nostro Statuto Speciale”.

 La disponibilità dell’incaricato di formare il nuovo Governo ha incentivato il senatore Lanièce nel presentare altre realtà locali di particolare importanza per una regione alpina in cui la Montagna riveste un ruolo preponderante.

  “Più che opportuno perorare il sostegno alle politiche della montagna. Politiche essenziali mirate alla salvaguardia delle scuole nei piccoli centri, dei servizi socio-sanitari e di altre istituzioni fondamentali”.

  Le richieste di Albert Lanièce non sono ancora esaurite. L’incontro con Conte ha offerto una ideale opportunità per anticipare istanze di cui, comunque, l’esponente del gruppo autonomista parlerà dai banchi del Senato.

 E, quindi, nulla di più attuale della riforma costituzionale ‘afferrata’ al volo da Lanièce per riformulare l’inserimento nella Costituzione del principio della ‘previa intesa’. Spiega: “Una garanzia qualora ci fosse la necessità di modificare lo Statuto Speciale. Per evitare, cioè, azioni unilaterali da parte dello Stato”. Approfondisce, argomentando: “Oggi, se il Parlamento volesse apportare cambiamenti al nostro Statuto lo potrebbe fare con una maggioranza qualificata.”.

  – Proposte nel merito?

 “L’intesa tra Stato e Place Deffeyes”, rilancia, in conclusione, Albert Lanièce.

 

  

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