Prima Pagina>Politica>Le liti, le incognite dei prossimi giorni, il pressing delle parti sociali: i fronti aperti per il governo
Politica

Le liti, le incognite dei prossimi giorni, il pressing delle parti sociali: i fronti aperti per il governo

DALL’EUROPA ALLA FASE DUE

Dalla trattativa con i partner europei sulle misure per scongiurare la recessione a quella tutta interna con le parti sociali su tempi e modalità della ripertura, i principali dossier sul tavolo dell’esecutivo M5s, Pd, Leu e Iv

di Andrea Carli

Advertisements

9 aprile 2020


Un mese di lockdown: come è cambiata la nostra vita

4′ di lettura

Il confronto più immediato è quello con i partner europei per trovare un’intesa sulle misure economiche da mettere in campo a livello Ue a sostegno di un’economia travolta dall’

rel="noopener noreferrer">emergenza coronavirus.

Ma un’altra partita che si delinea per il governo è quella, tutta interna, con parti sociali, forze di opposione (ma anche all’interno della stessa maggioranza) sulle misure da inserire nel decreto di Aprile: il provvedimento che, dopo il Cura Italia e quello per garantire la liquidità alle aziende, metterà sul piatto nuovi interventi a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese travolti dalla crisi. Infine, il fronte che ha tempi più stretti: il 13 aprile scadranno le misure di contenimento previste dall’ultimo decretro del presidente del Consiglio. L’esecutivo deve decidere di quanto prorogare la stretta, e se prevedere delle aperture per alcune attività: è la fase due della gestione dell’epidemia.

Il primo fronte: la fase due e la riapertura
Partiamo proprio da questo capitolo. L’agenzia Ansa ha appreso da fonti qualificate che si va verso un prolungamento di 14 giorni delle attuali misure restrittive e di isolamento previste dal dpcm in scadenza lunedì prossimo, con una probabile ulteriore proroga delle misure di isolamento a casa almeno fino al 2 maggio. Sarebbe inoltre in discussione l’eventualità che dopo Pasqua possano riaprire alcune piccole attività legate alla filiera agroalimentare e sanitaria, previo il rispetto delle misure di distanziamento. Gli industriali di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto premono per riaprire in tempi brevi evitando il «rischio che l’Italia spegna definitivamente il motore». Quanto ai sindacati, Cgil, Cisl e Uil avranno nel pomeriggio una videoconferenza con Conte. Le tre sigle hanno chiesto al premier un incontro urgente, soprattutto per fare un “tagliando” al protocollo sulla sicurezza. Se si deve iniziare a riaprire, è il messaggio, vanno tutelati i lavoratori. In un’intervista alla Bbc, Conte ha chiarito: «Dobbiamo individuare alcuni settori che possono ricominciare la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso – ha aggiunto -, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di questo mese». Il capo del Governo ha ribadito che la guardia non sarà abbassata e ha spiegato che «solo gradualmente» verranno messe in campo le riaperture.

Il secondo fronte: le misure a sostegno dell’economia
Il secondo fronte che vede impegnato il governo è quello delle risorse da mettere sul tavolo per evitare una caduta vertiginosa del Pil del paese. L’ultimo decreto per garantire la liquidità alle imprese ha registrato tensioni tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il responsabile degli Affari esteri Luigi Di Maio sul ruolo di Sace e sulla concertazione delle decisioni in tema di garanzie all’export tra Tesoro e Farnesina. Il primo passaggio del decreto Cura Italia in parlamento, in Senato, ha registrato i malumori delle forze di opposizione, che hanno criticato la decisione finale dell’esecutivo di porre la questione di fiducia sul provvedimento. Scelta che, dal loro punto di vista, ha significato una chiusura al confronto. Alla fine l’Aula del Senato ha approvato il maxi-emendamento interamente sostitutivo del Dl Cura Italia, dando la fiducia chiesta dal Governo con 142 sì, 99 no e 4 astenuti. Lega, FI e FdI avevano preannunciato il loro voto contrario. La tregua tra Governo e opposizioni potrebbe dunque essere già finita. E una cartina di tornasole sarà la conversione parlamentare del decreto liquidità, oltre che alla fase due, con la scelta delle modalità di apertura.

Lo scontro con i sindaci
Nel contesto delle modifiche al decreto Cura Italia si è registrato la rottura in Conferenza unificata tra il Governo e i sindaci, che sono tornati a lanciare l’allarme sul crollo delle loro entrate scaturito dalla crisi sanitaria. I sindaci chiedono che nel decreto di Aprile arrivi una risposta. La richiesta è di cinque miliardi.

https://www.ilsole24ore.com/art/le-liti-incognite-prossimi-giorni-pressing-parti-sociali-fronti-aperti-il-governo-AD6uJIJ