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L’eredità di Tria: un piano di tagli da 6-7 miliardi

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L’ex ministro dell’Economia si toglie qualche sassolino dalla scarpa in un bilancio di governo positivo. Torna sulla lettera di accompagnamento alla manovra correttiva inviata a luglio a Bruxelles per evitare la procedura di infrazione imminente. «Fu contestata – dice – ma io quella lettera l’avevo letta al mattino integralmente al presidente del consiglio e ai due vice»

di Giorgio Santilli

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21 settembre 2019


Conte: priorità manovra è evitare aumento dell’Iva

4′ di lettura

«Rifarei certamente il ministro dell’Economia. Lo rifarei meglio oggi, con l’esperienza maturata perché mi rendo conto che all’inizio ero un principiante in un governo di principianti». Giovanni Tria parla a lungo, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, al Cortile di Francesco ad Assisi, e rivela di aver lasciato al ministero tagli di spesa già pronti per 6-7 miliardi da inserire nella prossima manovra.

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Si toglie qualche sassolino dalla scarpa in un bilancio di governo positivo. Torna sulla lettera di accompagnamento alla manovra correttiva inviata a luglio a Bruxelles per evitare la procedura di infrazione imminente. «Fu contestata – dice – ma io quella lettera l’avevo letta al mattino integralmente al presidente del consiglio e ai due vice». E torna sul Def approvato ad aprile. «C’era scritto che sarebbe aumentata l’Iva a meno che non si fossero trovate le coperture. Tutti dissero di essere contrari all’aumento dell’Iva ma poi approvarono». Per la prima volta – ricorda Tria – non si fece una conferenza stampa dopo il Cdm. Fu Salvini, «che sa essere spiritoso, a dire niente conferenza stampa perché se arriva Tria con la faccia di Crozza è un disastro».

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Tria non lesina particolari della manovra che aveva predisposto al Mef a luglio. Nel suo schema c’erano già pronti tagli di spesa «piccoli ma ben distribuiti» per un totale di 6-7 miliardi «tra cui – dice – avrei messo il fondo per la sanità che l’anno prossimo cresce di 2,5 miliardi e non mi pare un dramma se aumenta solo di due miliardi». Nella manovra, che comunque beneficia della correzione di luglio per 8 miliardi, avrebbe aumentato l’Iva per 7-8 miliardi, «perché non avrebbe avuto effetti pesanti e avrebbe consentito di ridurre il peso fiscale sull’Irpef». Si rivolge a Salvini dicendo che aprire la crisi politica è stata un errore perché lui la Flat tax l’avrebbe fatta, «intesa come riduzione delle aliquote Irpef e del peso fiscale sul ceto medio».

https://www.ilsole24ore.com/art/l-eredita-tria-piano-tagli-6-7-miliardi-ACfd5ml

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