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Libia, Guerini: pronti a rimodulare missione italiana

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Il ministro degli Esteri, riferendo in Aula al Senato, ha detto che «è fondamentale mantenere il cessate il fuoco e riportare la crisi su un binario politico».

di Andrea Gagliardi

15 gennaio 2020


Libia, Conte: “Lavoriamo per una tregua permanente”

2′ di lettura

Una missione europea in Libia «sarebbe un passo importante per fermare le interferenze esterne» anche perché «gli europei sono quelli che più hanno da perdere da una Libia instabile». Lo ha detto il ministro degli
Esteri Luigi Di Maio riferendo in Aula al Senato sulla Libia, ricordando che «da conflitto interno la crisi libica si è trasformata in una guerra per procura», che «l’Italia ha stigmatizzato tutte le ingerenze esterne» e che «è fondamentale mantenere il cessate il fuoco e riportare la crisi su un binario politico. Anche perché «nel Mediterraneo non esistono scorciatoie militari, che non producono soluzioni sostenibili»

Di Maio: conferenza Berlino anche grazie a noi
«Auspichiamo che la tregua possa reggere sul terreno. Il fatto che Haftar non abbia ancora firmato fa capire quanto la situazione è complessa» ha aggiunto il ministro degli Esteri. «Nessun Paese da solo può pensare di risolvere la crisi. Se siamo riusciti a stabilire la data di domenica per la conferenza politica di Berlino è anche grazie all’incessante lavoro dell’Italia», ha aggiunto ricordando i ringraziamenti della Germania per questo.

Guerini: pronti a rimodulare missione italiana
I recenti avvenimenti in Libia «ci impongono una riflessione su una possibile rimodulazione del nostro sforzo militare. Si potrebbe ipotizzare un intervento internazionale per dare solidità alla cornice di sicurezza, nel
rispetto di un’eventuale richiesta di supporto avanzata alla comunità internazionale» ha detto invece il ministro della Difesa Lorenzo Guerini alle commissioni Difesa di Senato e Camera.

No minacce dirette a nostro contingente
Guerini ha aggiunto che «nonostante l’acquisizione del controllo di Sirte da parte del Lybian national army veda Misurata maggiormente esposta alle mire del generale Haftar, non sembrerebbero sussistere ad oggi minacce dirette nei confronti del nostro contingente in loco. E ha spiegato che «va fatto ogni sforzo perchè le navi dell’operazione Sophia tornino a svolgere il compito essenziale di porre un freno al continuo afflusso di armamenti a favore delle fazioni in lotta in Libia». Sulla missione attualmente ‘congelata’, ha ricordato, «si dovrà assumere una decisione a fine marzo».

Guerini: in futuro passare a missione Nato in Iraq
Quanto all’Iraq «ritengo che la Nato possa rappresentare la futura dimensione dell’intervento internazionale in Iraq, andandosi a sostituire progressivamente alla coalizione, replicando il modello attuato in Afghanistan» ha chiosato il ministro della Difesa. E ha aggiunto che le autorità di Baghdad hanno «una predisposizione favorevole nei confronti delle nostre forze e del loro apprezzato operato ed atteggiamento». Insomma, ha aggiunto Guerini, «la decisione di non ritirarci è stata particolarmente apprezzata dal Governo iracheno». Mentre in Afghanistan «non è ipotizzabile un’ulteriore riduzione di personale se non abdicando al ruolo centrale che il Paese ricopre nell’ambito dell’operazione Nato».

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