TRA malta E RESTYLING SICUREZZA BIS

Il “progetto pilota” uscito dal mini vertice maltese dovrà essere confermato l’8 ottobre in occasione del vertice dei ministri degli Affari interni ed esteri in Lussemburgo. Intanto il governo M5S-Pd è al lavoro per modificare il provvedimento caro al leghista Matteo Salvini, ex inquilino del Viminale, sulla base delle indicazioni contenute nella lettera del Capo dello Stato che ha accompagnato la promulgazione della legge di conversione

di Andrea Carli

25 settembre 2019


Conte, l’intesa di Malta sui migranti e’ una svolta

3′ di lettura

Dalle soluzioni messe nero su bianco nell’intesa di La Valletta al restyling del decreto sicurezza bis, nonostante il percorso sia ancora alle tappe iniziali è possibile fare alcune ipotesi su cosa potrebbe cambiare nelle linee di politica migratoria. Dalla ridistribuzione automatica di tutti i richiedenti asilo, allo stop alle supermulte a chi viola il divieto d’ingresso nelle acque italiane.

Il segnale di rottura sulle politiche migratorie
Che il nuovo esecutivo M5S-Pd, dopo l’uscita del leghista Matteo Salvini dal Viminale e dal governo, avrebbe rivisto la strategia di gestione dei flussi migratori promossa dall’ex ministro dell’Interno, era prevedibile. Come più volte sottolineato dal segretario Dem Nicola Zingaretti, il Conte due avrebbe avuto senso solo se avesse dato un segnale di rottura rispetto all’esperienza precedente, della quale la politica dei porti chiusi è stata una delle componenti principali.

Le aperture di Germania e Francia
Altrettanto prevedibile, dopo le critiche avanzate dalla Lega all’Unione europea, più volte tacciata di essere lontana dagli interessi degli italiani, era l’apertura di parte dei partner europei, a cominciare da Germania e Francia, sull’opportunità di mettere mano a regole, come ad esempio il regolamento di Dublino sul diritto d’asilo europeo, che l’esecutivo precedente, d’impronta sovranista, aveva chiesto di modificare, senza ottenere alcun riscontro.

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Il minivertice de La Valletta
Apertura che è emersa in occasione del minivertice che si è tenuto a La Valletta tra i ministri dell’Interno di Italia, Germania, Francia, Malta, Finlandia e il commissario Avramopoulos. E che, se confermata l’8 ottobre in occasione del vertice dei ministri degli Affari interni ed esteri in Lussemburgo, segnerà una rottura politica rispetto al passato. Fino a oggi i paesi Ue che hanno accolto su base volontaria in almeno un’occasione i migranti salvati sono stati soltanto 15 su 28, più la Norvegia (paese associato Shenghen). L’8 ottobre si dovrebbe capire quanti paesi faranno parte dei “volonterosi” disposti ad accogliere i migranti salvati in mare.

https://www.ilsole24ore.com/art/migranti-ridistribuzione-stop-le-supermulte-nuove-regole-studio-ACqlhnm

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