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Navarra: “La Lega ha il vento in poppa e la nostra sconfitta deve farci riflettere”

“L’Union Valdotaine ha tenuto, ma ora siamo di fronte a uno scenario frammentato con otto forze politiche: e se non nascerà il governo regionale non resta che tornare al voto”, dice Orlando Navarra, storico esponente del centrodestra

Aosta – Ripensa ancora alle politiche del 4 marzo Orlando Navarra, avvocato, esponente del Centrodestra Valle d’Aosta, uno dei due grandi sconfitti, insieme con il PD, alle regionali 2018. “Ero candidato al Senato e, tutto sommato, è stato un buon risultato”.

 Va bene. Ma, come si dice, acqua passata. Alle regionali è stata una Caporetto. 

  Pausa di alcuni secondi. “Le regionali sono tutta un’altra storia”.

  Ok. Quale storia?

  Di botto: “Abbiamo scontato alcune debolezze – ammette –. L’assenza dal territorio per cinque anni. Abbiamo tentato di far riemergere il partito”.

 Ritorna al passato quasi a voler rinfrescare la memoria di ‘pagine’ se non gloriose, di sicuro più leggiadre. “Cinque anni fa avevamo avuto 2.900 voti – ricorda agli elettori attuali -. Da allora, siamo spariti per ripartire da una posizione di debolezza”.

  L’exploit della Lega non lo scompone. Anzi gli offre un ‘assist’ per focalizzare la realtà politica valdostana: “La protesta si è incanalata verso la Lega. In misura minore verso il M5s che, però, ha perso moltissimo”, sottolinea alzando di un’ottava la voce. Continua: “L’Union Valdo^taine ha tenuto. Ma, adesso, siamo di fronte ad uno scenario frammentato con otto forze politiche”.

 Ridisegna i meccanismi elettorali che non prevedono l’elezione del presidente e, come in una ‘lectio’, ipotizza, con tanto di interrogativo, due maggioranze con l’UV all’opposizione. Eventuale risultato: “Si ritorna al voto”. Opinione personale senza punto di domanda, ma neppure del tutto affermativa. Si lascia andare, per contro, ad una frettolosa riflessione:  “Certo la Lega ha il vento in poppa”.

Voltiamo pagina e chiediamo ad Orlando Navarra se, curate le ferite elettorali, abbia intenzione di ritornare sul ‘palcoscenico’ della politica attiva. Non ci pensa un attimo e dichiara: “Le risposte a caldo sono sempre controproducenti”. E, quindi, sceglie l’ironia: “Mi chiuderò, fra un po’ di giorni, in una cella frigorifera per poter dare risposte a freddo molto più efficaci e concrete”.

 Il candidato, il politico, il militante di un partito che, in passato, ha governato il Paese, non esclude il suo rientro nella ‘politique chez nous’. “La delusione del voto è ampiamente ricompensata dai messaggi di stima”, fa sapere l’avvocato Navarra. E’ sufficiente? Sembra di sì. Tiene a puntualizzare l’utilità di una ‘ripresa effettiva. Di qualche colpo d’ala per riconquistare il territorio. Può darsi che – rilancia – un cambiamento di scenario modifichi anche le prospettive”. Parla di getto convinto che “l’esercizio del potere produce risultato”. E chiosa: “Il livello nazionale incide sul regionale. In queste elezioni ha inciso moltissimo”. Si infervora: “Fede politica e interessi. Una miscela esplosiva”.

  Se ritornerà in politica rimarrà nella stessa coalizione?

  “Non uscirò, ma realizzerò iniziative personali”, annuncia.

  Intanto, anticipa una prima ricomparsa in qualità di spettatore per i prossimi due mesi, aspettando, soprattutto, la formazione del prossimo governo regionale. “Vedrò le prospettive e poi deciderò”, ribadisce, compiacendosi, ancora, delle manifestazioni di stima “più ampie rispetto al bacino di appartenenza del mio partito”. Commiato che da un commento inatteso giunge ad un anticipo molto invitante: “Sto preparando sulla mia pagina Facebook una ‘finestra’ che, come tale, sarà aperta a tutti”. Chiediamo almeno la denominazione. “Non è ancora pronta. Ma sarà un successo“, chiude con un largo sorriso.

 

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