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Ore decisive per la presidenza delle Commissioni di Camera e Senato

ore decisive

Rivendicata da Pd e Italia viva, attualmente è guidata dal leghista Claudio Borghi

di Barbara Fiammeri

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13 luglio 2020


2′ di lettura

La scadenza è mercoledì 15, ma l’accordo nella maggioranza sulla presidenza delle commissioni parlamentari ancora non c’è. La volontà di

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raggiungerlo però sì ed è per questo che le prossime ore saranno decisive. Lo scoglio maggiore resta la presidenza della commissione Bilancio della Camera attualmente guidata dal leghista, Claudio Borghi, e rivendicata tanto dal Pd che da Italia Viva.

Lo scontro nella maggioranza

A differenza del Conte I, dove l’accordo era tra due partiti, M5s e Lega, ora la ripartizione deve accontentare ben 4 forze politiche. Il M5s non intende rinunciare alle attuali 7 commissioni. Il primo passo per arrivare all’intesa è infatti trovare la quadra – prima che sulle caselle e sui nomi da assegnare – sui numeri , cioè su quante commissioni vanno a ciascun partito.

I dem rivendicano la Bilancio

Il Pd, non vuole assolutamente rinunciare alla Bilancio di Montecitorio, dove al posto di Borghi approderebbe Fabio Melilli (deputato vicino al segretario Nicola Zingaretti). Ma la poltrona è ambita anche dal renziano Luigi Marattin. I due capigruppo, il dem Graziano Del Rio e per Iv Maria Elena Boschi sono in costante contatto. Per chiudere però serve flessibilità da parte di tutti i partiti della maggioranza.

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Renziani sottorappresentati

Italia viva al momento è sottorappresentata. «Credo che se il partito di Renzi avesse 4 presidenze, due per ciascun ramo, oltre a mantenere con Ettore Rosato la vicepresidenza della Camera e con Roberto Giachetti la presidenza della Giunta per le elezioni, Iv sarebbe adeguatamente rappresentata», spiega un big del Pd vicino alla trattativa. Ai renziani, che rivendicano una commissione economica, andrebbe la commissione Finanze della Camera.

Il puzzle delle nomine

Ma per comporre il puzzle bisogna tenere d’occhio almeno altre due nomine: Agcom e Privacy. La difficoltà di far trovare ad ogni tessera un posto sta mettendo a dura prova la maggioranza già in fibrillazione per la vicenda Autostrade e Mes.

 

 

 

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