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Pd-Cinque Stelle: cronaca di un accordo a un passo (Di Maio permettendo)

Intanto nella sede del Pd tornano tutti i big, dopo aver lasciato il presidio ai fedelissimi di Zingaretti, da Antonio Misiani a Marco Miccoli, da Furfaro a Giorgis, da Provenzano a Martella, oltre che ai franceschiniani Zanda e Pinotti, a Maurizio Martina e a Debora Serracchiani. Si affaccia anche Roberto Gualtieri, plenipotenziario dem a Bruxelles e uno dei nomi più caldi per il ruolo di commissario. Con il segretario si riuniscono il tesoriere, i capigruppo, il presidente Paolo Gentiloni e i vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli, la vicepresidente Anna Ascani. Marcucci fa il suo ingresso al Nazareno parlando di “passi avanti”.

Pochi secondi dopo arriva, finalmente, il segnale definitivo del disgelo. In una nota battuta dalle agenzie alle 16 in punto, il Movimento 5 Stelle dice di “accogliere positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito Democratico sul ruolo del presidente Giuseppe Conte. Sì al dialogo sul programma e sui temi, il M5s vuole innanzitutto parlare di soluzioni per il Paese”. Al Nazareno la nota viene accolta con cauta soddisfazione, visto che fino a poche ore prima erano proprio i dem ad accusare i grillini di non voler parlare di temi, ma solo di poltrone.

È evidente che l’accordo è vicino. Ed è altrettanto evidente che il boccino della trattativa, in campo grillino, è ora in mano a Giuseppe Conte, che si sente più volte con Zingaretti. A dispetto del tentativo di Di Battista e delle continue avance di Salvini e di personaggi minori della Lega come il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, il forno con la Lega è chiuso. Il segretario dem, fino a quel momento asserragliato nel suo ufficio, esce sorridente per l’incontro con i big del Pd. La strada per la formazione del governo, che lui stesso ha subito, sembra finalmente in discesa.

E la conferma arriva dalla convocazione di un nuovo vertice tra Pd e M5s, fissato per le ore 18. Il primo in cui il Movimento fa esplicito riferimento ad un “documento condiviso con il Partito Democratico”. Un incontro corredato di fotografia social di rito, che scrive finalmente la parola fine sulla clandestinità con cui i pentastellati avevano approcciato alla trattativa. Restano alcuni nodi, che verranno sciolti nei prossimi giorni, anche con l’aiuto del Quirinale. Resta agli atti un percorso politico che potrebbe segnare un’inaspettata svolta nel Partito Democratico. I prossimi giorni, le prossime settimane, saranno decisive per capire se si tratta solo di un altro abbaglio estivo di questo pazzo agosto italiano.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/08/28/zingaretti-pd-m5s/43339/

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