Prima Pagina>Politica>Perché rottamare Di Maio è il più grande errore che i Cinque Stelle possano fare
Politica

Perché rottamare Di Maio è il più grande errore che i Cinque Stelle possano fare

Davvero ve la prendete con Luigi Di Maio, cari Cinque Stelle? Davvero, con tutto il rispetto possibile, credete sia lui il solo e unico colpevole della debacle alle elezioni europee? Che cambiando guida al Movimento, magicamente, cambi tutto? Sono domande legittime, che sappiamo cadere all’interno di un sodalizio politico in stato confusionale, vittima del proprio alleato, in caduta libera sia quando ci va d’amore e d’accordo, sia quando fa la fronda, incapace di capitalizzare i propri successi politici, incerto sul destino prossimo venturo dell’esecutivo, comunque saldamente in pugno all’ex junior partner leghista, che ora comanda la partita, forte del suo 34% alle europee.

Di chi dovrebbe essere la colpa, se non del Capo, direte voi? Vero, ma è vero anche che nel Movimento le cose sono un po’ più complesse di così: quando Di Maio, incontrando Davide Casaleggio, specifica che il titolare della Casaleggio Associati, non che presidente dell’Associazione Rousseau, non gli ha chiesto di dimettersi cosa sta dicendo, esattamente? Che il suo destino è appeso a quello del fornitore informatico, nonché co-fondatore secondo statuto del Movimento? Ecco, magari chiarire come funzioni la governance interna del Movimento, chiarendone le ambiguità, sarebbe un primo passo di riorganizzazione niente male. Non che questo abbia fatto perdere le europee ai Cinque Stelle: ma la sensazione di una doppia linea politica – una palese, una occulta – è stata troppo evidente, in troppe occasioni. E certe sparizioni, da Di Battista, Casalino, troppo repentine, e troppo poco spiegate.

Secondo problema: la democrazia diretta. Legittimo mettere in discussione il Capo, ci mancherebbe. Ma, web alla mano, a decidere sull’alleanza di governo è stata la base. A decidere di salvare Salvini dall’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti, pure. I candidati europarlamentari, pure. Il programma delle europee, anche. Se davvero si può imputare qualcosa a Di Maio è di aver sbagliato la campagna elettorale, semmai. Ma alzi la mano chi, un minuto prima del voto, pensava che la strategia di differenziarsi dalla Lega fosse sbagliata. Soprattutto alla luce del fatto che i Cinque Stelle avevano perso buona parte del 32% dei consensi perché completamente schiacciati sull’agenda leghista. Se poi pensate che mollando la Tav, o lasciando Siri al suo posto, o approvando il decreto sicurezza bis i Cinque Stelle avrebbero fatto il pieno di voti, beh, liberissimi di crederlo.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/05/29/luigi-di-maio-dimissioni-difesa/42335/

Rispondi