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Perrone: “Senza identità comune nessuno si fida degli altri. È da qui che pescano i populismi”

Da qui Salvini che mangia la nutella.
Esatto, ma prima di lui – il maestro di tutti – è stato Berlusconi. Parlava di calcio, di donne, sfotteva gli intellettuali. “Vedete? Sono come voi”. Da Berlusconi deriva anche Trump negli Usa, ma con una differenza sostanziale. Il presidente americano sta cercando di creare, o meglio di spingere, su un nuovo identitarismo: quello dell’uomo bianco, cristiano, che si sente minacciato e sempre più in minoranza.

E funziona. Tanti accusano Trump di “rovinare” le istituzioni, che negli Stati Uniti, con la loro solidità, compensano la disomogeneità
culturale, etnica e sociale del Paese.

Non è così. Negli Usa ci sono principi di regole e norme che valgono sempre. È questa la fonte della fiduca dei cittadini. Un esempio è la Three Strikes Law (se commetti tre volte lo stesso reato, scatta l’ergastolo), in vigore in alcuni Stati. Ma anche le dure condanne per chi evade le tasse, o la certezza della punizione. Trump queste cose non le tocca, si concentra su aspetti molto diversi e distanti.

In Italia, invece, non c’è nemmeno la fiducia per quelle regole e norme condivise.
In assenza di istituzioni forti, diventano altri i collanti per creare legami sociali identitari. Le due vecchie diramazioni, quella della Chiesa cattolica – le messe, l’oratorio, impegno sociale – e quella della scuola comunista – la sezione, il sindacato – sono in crisi da molto tempo. Non dico niente di nuovo, ma la società si sta atomizzando: non esistono più legami e nemmeno interpretazioni comuni della realtà. I giornali? Non li legge più nessuno. La televisione? Resiste, ma solo perché il pubblico è anziano. La scuola, uno dei più importanti driver, è indietro, abbandonata a se stessa. La questione della sovranità, insomma, va presa sul serio.

In che modo?
Distinguendo tra sovranismo e nazionalismo, per esempio. Il richiamo a radici, identità, legami sociali affidabili, è importante. Se non funziona l’idea di Italia, e nemmeno quella di Europa, in tanti si rifugiano nelle micro-sovranità. “Non sono italiano, sono di Cologno Monzese”. Questa è almeno una certezza. Gli intellettuali sbagliano a sottovalutare questo fenomeno, anche perché è complesso e comprende il lavoro, la prospettiva, le idee. E qui sbaglia anche la sinistra, perché parla di diritti delle persone e dimentica gli interessi delle persone.

Il tema identitario però conosce un altro risvolto: quello settario, che negli Usa sta prendendo piede e che anziché unire la società la divide, estremizzando le distanze etniche e nazionali. Arriverà anche qui?
In parte c’è già. Corollario di questo sistema è il cosiddetto politically correct, che permette la convivenza di questi gruppi divisi. E insieme, di pari passo, emerge già l’unpolitically correct: i gruppi di persone che si sentivano criticati, emarginati e disprezzati hanno deciso di prendersi la loro vendetta. E Trump ha dato loro una mano.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/05/25/identita-fiducia-salvini/42263/

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