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Putin: nessun ostacolo insormontabile per il ripristino dei rapporti con la Ue

bilaterale con conte a palazzo chigi

Per il premier Giuseppe Conte l’Italia «lavora perché si creino le premesse per un superamento» delle sanzioni, una situazione di attrito che « non fa bene alla Russia, all’Ue e nemmeno all’Italia che potrebbe aumentare le relazioni commerciali»

4 luglio 2019


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2′ di lettura

«Non vedo ostacoli insormontabili per ripristinare i rapporti» tra Russia e Ue «ma molte cose dipenderanno dai nostri partner europei». Così il presidente russo Vladimir Putin, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del bilaterale con il premier Giuseppe Conte rispondendo a una domanda sui rapporti tra Mosca e Bruxelles a fronte dell’insediamento dei nuovi vertici europei.

Da Putin è arrivato anche l’auspicio di una rapido rasserenamento nei rapporti Usa-Cina. «Noi vogliamo» che ci sia un accordo commerciale tra i due paesi «perché in caso contrario, e non è la nostra opinione ma quella degli esperti, tutta l’economia mondiale perderà. Se la situazione continua così, caleranno il commercio mondiale e il Pil mondiale». Sarebbe «un male per tutti. Perciò bisogna fare di tutto perché gli accordi siano raggiunti e le restrizioni unilaterali, le tariffe siano tolte, bisogna saper arrivare all’accordo. Conosco la posizione duttile e flessibile cinese, vediamo come si risolverà la situazione», ha sottolineato il presidente russo.

Quanto alla situazione in Libia, altro tema politico al centro della visita di Putin in Italia, «non sarebbe male ricordare da cosa tutto è cominciato. Chi ha distrutto la stabilità della Libia? Per me è stata una decisione della Nato. E questo è il risultato. Abbiamo osservato il caos, e la lotta tra vari gruppi paramilitari. Non dobbiamo portare noi un ruolo stabilizzatore» della situazione, «dobbiamo chiederlo a chi» lo ha deteriorato. Cioè all’Alleanza atlantica. Di diverso avviso Conte. L’opzione militare – ha messo in chiaro il premier – «non porta da nessuna parte genera violenza a instabilità e prelude crisi umanitarie di difficile gestione. L’Italia ha una conoscenza approfondita del dossier libico, purtroppo siamo stati buon profeti: l’iniziativa miliare in quel contesto non poteva portare a risultato pur auspicato». «Continuerò a premere costantemente e con la massima determinazione presso gli interlocutori della comunità internazionale perché l’unica soluzione è che questa possa recuperare l’unità e la determinazione per imporre gli attori libici una soluzione politica», ha concluso.

Conte ha risposto anche sul tema delle sanzioni Ue alla Russia, spiegando che devono essere considerate «un fine», e «un regime transitorio». L’Italia «lavora perché si creino le premesse per un superamento di questo stato di rapporti tra l’Ue e la Russia che non fa bene alla Russia, all’Ue e nemmeno all’Italia che potrebbe aumentare le relazioni commerciali. Per raggiungere questo obiettivo, cui l’Italia è devota, occorre che maturino le circostanze e noi lavoreremo per questo».

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