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Rialzo spread, Conte minimizza: è dovuto alla competizione elettorale

Il rialzo dello spread tra Btp e Bund, volato a 291 punti base? Tutta colpa della campagna elettorale, secondo il premier, perchè «evidentemente» suscita «agitazione sui mercati». In trasferta a Frascati per la partenza della tappa del Giro d’Italia Giuseppe Conte ricorda che «tutti i partiti sono impegnati per raggiugere dei successi», e «stanno rimarcando il territorio politico» anche con «dichiarazioni anche molto forti, ma confido che tutto venga ricondotto in ordine il giorno dopo le elezioni politiche». «Non c’è nulla da preoccuparsi», conclude rivolgendosi direttamente, «da presidente del Consiglio» ai mercati e agli investitori.

L’impegno del Governo: «Terrà i conti in ordine»
L’autonomia differenziata delle Regioni, uno dei più recenti motivi di attrito tra M5S e Lega potrebbe essere all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio dei ministri prima del voto europeo, previsto per lunedì 20 maggio, ma non è certo. «Al di là di qualche scambio verbale, c’è un programma riformatore da portare avanti, ci sono delle urgenze da portare avanti e non possiamo tradire gli italiani. Questo Governo porterà a termine la legislatura e lo farà tenendo in ordine i conti», conclude Conte.

Salvini: «Impatto delle mie parole su spread non mi preoccupa»
Oltre a Conte, commenta l’innalzamento dello spread anche il vicepremier Matteo Salvini, che si dice assolutamente non preoccupatoper l’impatto delle sue dichiarazioni sul differenziale Bot-Bund perchè «viene prima il diritto al lavoro, alla vita ed alla salute degli italiani». «Se ci sono regole europee che stanno affamando un continente, stanno portando precarietà, disoccupazione e povertà come fosse normale, vanno cambiate», spiega, convinto che «rivedere questa gabbia europea non è un diritto», ma «un dovere».

Opposizioni all’attacco
Dall’opposizone, la replica del Pd a Salvini e Conte è affidata a Giuliano Pisapia capolista al Nord Ovest alle prossime Europee, che attacca «il dilettantismo di questo Governo» confermato «dall’aumento impietoso dello spread». « Le sparate di Salvini e Di Maio spaventano i mercati, gli investitori italiani e internazionali e sono buone solo per qualche like», commenta l’ex sindaco di Milano. Nel mirino di Pisapia le «dichiarazioni cialtronesche» dei due leader, che nascondono «il rischio di una drammatica italexit». Sugli scudi anche la senatrice di LeU Loredana De Petris, che censura le «provocazioni sullo
sfondamento dei parametri» di Salvini, con cui il ministro dell’Interno « ancora una volta la propria irresponsabilità e il proprio cinismo». Per il vicepresidente di Fi Antonio Tajani, invece, «l’aumento dello spread ci è già costato circa 5 miliardi di spesa aggiuntiva sul nostro debito» ed ora«si sta avvicinando nuovamente ai 300 punti a causa dei litigi e dei nuovi proclami giornalieri dei due partiti di governo: continuando di questo passo, il conto dei soldi gettati
al vento salirà a 8-10 miliardi entro il 2019».

GUARDA IL VIDEO: Di Maio: “Prometto che l’Iva non aumenterà nel 2019”

«Evitare aumento Iva non sarà impresa semplice»
In mattinata, incentrato sui conti pubblici anche l’ intervento di Conte all’assemblea di Rete Imprese Italia, il cui il premier ha ribadito l’impegno ad evitare l’aumento dell’Iva per disinnescare le clausole di salvaguardia previste negli anni 2020 e 2021, anche se «non è un’impresa facile, non sono qui a dire che sarà semplice». «Ma stiamo studiando – ha spiegato Conte – una profonda azione di spending review, che riordini la giungla del sistema di tax expenditures, che complicano la struttura del nostro sistema fiscale». Inoltre l’Esecutivo intende potenziare «gli sforzi nella lotta all’evasione fiscale, che è una piaga economica e sociale che, oltre ad alimentare il disavanzo pubblico aggrava la pressione fiscale effettiva a carico dei contribuenti onesti».

Prioritario riduzione carico fiscale delle imprese
Un’altra priorità ribadita da Conte è la riduzione del carico fiscale per le imprese. «Abbiamo già compiuto qualche passo importante – ha ricordato Conte – come l’introduzione, in legge di bilancio, della flat tax al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro di ricavi sin dal 2019 e al 20% per piccole imprese e autonomi con redditi tra 65mila e 100mila euro di ricavi dal 2020. Gli effetti si iniziano a misurare: nei soli primi tre mesi di quest’anno, sono state aperte oltre 196mila nuove partite Iva, di cui oltre la metà ha aderito al regime forfettario».

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