Dalla definizione della Dc come Balena Bianca al Trota, figlio di Umberto Bossi. Le Sardine sono solo l’ultimo caso di appellativo politici rubati al mondo ittico

di Andrea Marini

17 dicembre 2019


Sardine lanciano “treno” in Liguria e “staffetta” in Sicilia

3′ di lettura

Il movimento delle Sardine è solo l’ultima espressione che il mondo della politica ha preso dal mondo ittico. Il più famoso, e forse il più antico, è quello di «Balena bianca», appellativo con cui veniva chiamata la Dc. Per non tralasciare i numerosi «delfini» attribuiti a Silvio Berlusconi. Più recenti sono espressioni come «trota», appellativo con cui Umberto Bossi chiamò suo figlio Renzo, oppure «capitone» e «salmone».

Balena Bianca
Si dice che il primo ad attribuire il soprannome “balena bianca” alla Democrazia Cristiana fu il giornalista Giampaolo Pansa. «Balena» perché prendeva molti voti e «bianca» in riferimento al suo colore politico. I più maligni facevano riferimento alla voracità di Moby Dick. Ma l’appellativo non dispiaceva ai vertici democristiani: fu realizzato negli anni 80 uno spot per le elezioni europee con protagonista una balena. Lo slogan era “La balena bianca è grande, mansueta e non inquina”.

Capitone
Da «Capitano» a «Capitone», nome comune della femmina di anguilla, di grandi dimensioni. Con questo appellativo il leader leghista Matteo Salvini è stato apostrofato da alcuni dei suoi avversari politici. «Salvini che gira l’Italia facendosi chiamare “Capitano” con felpe e uniformi, e poi al momento di metterci la faccia scompare o evapora. Ma quale “Capitano”, al massimo è un “capitone”», ha detto a metà agosto il senatore M5s e presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra.

Delfino
«Essere il delfino di qualcuno», ovvero essere il successore, destinato a raccoglierne l’eredità politica. Tale espressione deriva da “delfino di Francia”, titolo nobiliare attribuito al figlio primogenito e diretto erede del re di Francia. Famosi sono stati i numerosi “delfini” di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia. Delfini che hanno tentato tutti di emanciparsi, con alterne fortune: da Gianfranco Fini a Giovanni Toti, passando per Angelino Alfano.

Salmone
«Accanto alle sardine servono anche i salmoni, quelli capaci di remare controcorrente, per raccontare la verità a questo Paese e per fare le cose», ha detto Matteo Renzi ad una convention di Italia Viva. Pare che il primo ad identificare Renzi come «salmone» sia stato nel 2014 Maurizio Mandola, titolare della pizzeria Far West, la preferita dell’ex rottamatore. Mandola battezzò una pizza in onore dell’allora premier: «C’è il salmone, perché va controcorrente. Renzi però mangia solo margherita», disse.

 

 

 

 

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