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Taglio cuneo, da dossier strategico a mossa elettorale

Fino a 100 euro in busta paga: arriva intervento sul cuneo fiscale

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Soldi in tasca, subito (dove però la parola “subito” equivale al solo annuncio, perché l’ingresso nelle buste paghe dei lavoratori dipendenti scatterà in realtà a partire dal primo luglio).

La manovra del governo Conte2 per ridurre il cuneo fiscale è pronta e la strada è imboccata. Trasparente è la preoccupazione politica, e la relativa tempistica, in vista del voto regionale in Emilia Romagna e Calabria. È più che probabile, sondaggi alla mano, che il governo abbia ritenuto di varare subito il decreto alla vigilia di un appuntamento politico importante e incerto. La mossa elettoralistica è evidente e il decreto di mezzanotte deciso dal consiglio dei ministri ne segnala l’urgenza.

Il taglio del cuneo, ai tempi del primo governo gialloverde Conte, non era in cima alle scelte possibili dell’esecutivo “a contratto” e a trazione Mov5Stelle e Lega. Allora si puntava piuttosto alla “flat tax”, spinta in particolare dal vicepremier Matteo Salvini che ne fece fino all’ultimo una bandiera. Dopo aver giocato le carte del reddito di cittadinanza e di pensioni quota 100, la tassa piatta per dare uno shock fiscale si profilava però a debito pressoché totale per decine di miliardi. La Lega, con i suoi rappresentanti al governo, ebbe a parlare in proposito di «sano deficit», ma fu subito evidente che una progetto così concepito non avrebbe comunque avuto gambe per crescere.

Sullo sfondo, avvalorato da innumerevoli classifiche internazionali che da anni vedono l’Italia in testa per l’onere fiscale gravante su lavoratori e imprese, la riduzione del cuneo ha così ripreso fiato col nuovo governo giallorosso e sulla spinta di sindacati e imprese (da queste ultime sono arrivate autorevoli proposte forti per concentrare un taglio molto consistente in particolare a favore dei giovani).

Il Governo ha messo sul piatto tre miliardi per il 2020. Poco, tanto è vero che per rendere “visibile” la scelta ha deciso di farla partire dal primo luglio: 100 euro al mese, bonus massimo (che significano più 20 euro mese per chi già percepiva il bonus Renzi di 80 euro) per i lavoratori dipendenti con un reddito annuale lordo fino a 26.600 euro e bonus che gradatamente scende fino a azzerarsi sulla soglia dei 40 mila euro di reddito. Cinque i miliardi previsti per il 2021.

https://www.ilsole24ore.com/art/taglio-cuneo-dossier-strategico-mossa-elettorale-ACrIgCEB

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