
Matteo Salvini sarebbe pronto secondo alcuni a porre subito dopo il voto un «problema politico» nell’esecutivo. Ma nella serata di martedì Palazzo Chigi ha provato a mettere un argine a questa tentazione escludendo che nelle divergenze in seno alla maggioranza sia contenuto un giudizio sul ruolo del premier
di Nicola Barone
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A Palazzo Madama maggioranza alla prova dei pro e contro alla Tav. Sono sei le mozioni sulla linea Torino-Lione che verranno discusse nella seduta di oggi e tutti i testi dovrebbero essere messi in votazione. Alcuni, il fonte del no, parlano di «gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale ed ambientale» e di «progetto obsoleto». Altri sono convinti invece che possa «riattivare un circuito virtuoso di crescita e occupazione».
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La mozione del M5S, firmata anche dal dem Tommaso Cerno, si rivolge al Parlamento ed è l’unica, perché le altre hanno come destinatario il governo. I pentastellati chiedono di «escludere la prosecuzione delle attività connesse alla realizzazione» della Tav al pari del no deciso all’opera contenuto nella mozione con prima firmataria De Petris di LeU.
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Sono invece a favore le mozioni presentate da Pd, da Emma Bonino, da FdI e da FI. L’ordine dei lavori prevede che si proceda all’illustrazioni di ciascuna mozione, per poi proseguire con le dichiarazioni di voto e infine con le votazioni vere e proprie che dovrebbero arrivare intorno all’ora di pranzo.
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