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«Tesi copiata», la Lega attacca Azzolina. La replica: nessun plagio

NEO MINISTRO DELL’ISTRUZIONE

Il caso sollevato da un articolo di Repubblica: usate informazioni prese da manuali senza citarli. Salvini: «Si vergogni e vada a casa». Ma l’esponente M5S respinge le accuse

12 gennaio 2020

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2′ di lettura

È polemica sulla neoministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, l’esponente del Movimento 5 Stelle, già sottosegretaria promossa ministra dopo le dimissioni di Fioravanti, avrebbe copiato parti della sua tesi per la laurea di specializzazione conseguita nel 2009 all’università

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di Pisa.

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Dalla Lega si alza la richiesta di dimissioni con Matteo Salvini che attacca: «Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: si vergogni e vada a casa». La diretta interessata, ad Auschwitz per accompagnare gli studenti durante il Viaggio della Memoria, in un primo momento evita di replicare, ma in serata risponde: «Non è una tesi e non c’è stato nessun plagio. Salvini? Non ha mai
studiato in vita sua».

Il caso
Tutto nasce dall’articolo del quotidiano romano in cui si sostiene che Azzolina abbia attinto informazioni per la sua tesi da numerosi manuali senza citarli, neanche nella bibliografia. In particolare si dà conto di almeno quattro estratti, di cui si sottolinea la coincidenza con gli originali. La tesi contestata, 41 pagine intitolate «Un caso di ritardo lieve associato a disturbi depressivi», è stata realizzata in conclusione degli studi presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana.

La richeista di dimissioni
L’alzata di scudi contro il neoministro parte dal senatore leghista, Alberto Bagnai. «Ora facciamo come la Germania, dove Guttenberg, nel 2011, si dimise», scrive su Twitter. E, rivolgendosi ai Cinque Stelle, continua: «Avete vilipeso il vostro Paese dipingendolo come un focolaio di corruzione? Ora seguite i vostri modelli». A fargli eco è la deputata, sempre della Lega, Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. «Chiederemo al ministro Azzolina di venire subito in Aula a riferire e di rassegnare immediate dimissioni, come già in passato hanno fatto i suoi omologhi in altri Paesi, perché gli italiani e il mondo della scuola meritano rispetto e verità». Quindi interviene Salvini: “Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni”.

Il ministro: nessun plagio
La replica della ministra, da Cracovia, arriva in serata: «Non fatevi prendere in giro, non è né una tesi di laurea, né un plagio. Ho sentito tantissime sciocchezze in queste ore, d’altra parte non mi stupisce che Salvini non sappia distinguere una tesi di laurea da una relazione di fine tirocinio Ssis (Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario): non ha mai studiato in vita sua e sarebbe strano se le distinguesse». Resta
un rammarico. «L’unica cosa che mi dispiace è parlarne qui dal viaggio della memoria ad Auschwitz», dice Azzolina. «D’altra parte – aggiunge, con una stilettata finale – l’anno scorso il ministro leghista Bussetti non si è presentato, e a maggior ragione era importante che io fossi qui oggi».

Il precedente Madia
Il caso Azzolina richiama alla mente quello di Marianna Madia. Nel 2017, quando era ministro per la Pubblica Amministrazione, fu accusata di aver copiato la tesi di dottorato. Per questo l’allora deputato M5s Danilo Toninelli ne chiese le dimissioni. Successivamente una commissione di saggi, incaricata dalla scuola IMT Alti Studi di Lucca, verificò e validò il grado di originalità della tesi chiudendo definitivamente il caso.

https://www.ilsole24ore.com/art/tesi-copiata-lega-attacca-azzolina-replica-nessun-plagio-ACNgGWBB

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