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The dark side of JEFTA

Il trattato di libero scambio tra UE e Giappone, mette a serio rischio la sovranità popolare in Europa.
Il commercio come priorità assoluta a discapito di tutela dei diritti umani e ambientali.

Il Ministro Di Maio, lo scorso 17 luglio, ha dato il via libera del governo alla firma del JEFTA, il più grande accordo mai sottoscritto dall’Unione Europea in ambito commerciale.

Il JEFTA (Japan-EU Free Trade Agreement) è un trattato di liberalizzazione degli scambi tra Unione Europea e Giappone, redatto e negoziato in assoluta segretezza  e reso pubblico solo grazie al “furto” di notizie operato da Greenpeace lo scorso giugno.

I documenti mettono in luce le falle del sistema europeo e dei rispettivi stati membri rispetto agli impegni previsti per una maggiore trasparenza e tutela dei popoli e degli habitat.

“I documenti pubblicati mostrano ancora una volta come Commissione Europea e governi nazionali stiano portando avanti negoziati commerciali in segreto, a scapito degli standard ambientali”, afferma Federica Ferraio, la responsabile della campagna agricoltura e progetti speciali di Greenpeace. “La politica commerciale europea deve invece diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per il commercio fine a se stesso. Questi accordi sono un disastro e nessuno di essi sarà accettabile fino a quando non avverrà un vero cambio di rotta.”

Scopo del trattato è la facilitazione commerciale tra i due paesi, in merito a questioni di competenza nazionale che riguardano pubblici appalti, sicurezza alimentare, agricoltura, servizi e chi più ne ha più ne metta. Il JEFTA limita la capacità degli stati membri europei di controllare le importazioni giapponesi di alimenti e mangimi, senza tenere conto del fatto che il Giappone è il paese con il più elevato numero di coltivazioni OGM al mondo. Ma non finisce qui.

L’accordo solleva numerose criticità per il settore agroalimentare: dalle indicazioni geografiche, di cui solo 18 saranno protette tra le agroalimentari e 28 tra vini e alcolici, su un totale di 205 prodotti, agli OGM che verranno importati senza regolamentazione, all’e-commerce le cui regole previste dal JEFTA limitano la capacità di regolare i flussi di dati e dunque di regolamentare gli scambi.

Un trattato basato sulla non trasparenza e sulla non equità, di cui pochi parlano, molti ignorano e chi potrebbe saperne di più, tace. Perchè tanta segretezza? Perchè un pò come il TTIP, e il CETA, questi accordi hanno carattere sovranazionale, il che significa che il potere decisionale delle nazioni e dei popoli viene prevaricato dagli accordi commerciali internazionali. I trattati ambientali, gli accordi sui diritti umani e gli standard internazionali del lavoro dovrebbero avere la precedenza sulle norme commerciali, e non viceversa.

 

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