
Il Pd non pare ultimamente capace di mettersi d’accordo su una mozione di sfiducia, o sulla strategia relativa ad una mozione sul Tav. Figuriamoci se sarebbe pronto, in poche settimane, a mettere in campo persone e idee capaci di incarnare una alternativa credibile e contrastare Salvini. Certo, molti elettori, per paura di Salvini, voterebbero Pd (o una lista più ampia guidata dal Pd). Ma sarebbe una lista assolutamente inadeguata e insufficiente ad arrestare la deriva. Servirebbe a Nicola Zingaretti a farsi un gruppo parlamentare di scelti da lui e a preservare l’illusione di fare opposizione. Ma non necessariamente servirebbe alla manutenzione della democrazia in questa delicatissima fase storica.
Stesso ragionamento vale a maggior ragione (perché su scala più piccola) per partiti di opposizione con numeri più risicati, come +Europa: anche in questo caso potrebbero al massimo aspirare ad eleggere qualche parlamentare, in un Parlamento e un Paese dominato da chi non avrebbe problemi a rendere questo manipolo, e in generale tutta l’opposizione, irrilevante.
I CInque Stelle, infine, sono ugualmente – come il Pd, anche se per ragioni diverse – in grande confusione: non avrebbero mai pensato di poter dimezzare i propri consensi in un anno, e almeno una parte – in queste ore credo sempre meno marginale – dei parlamentari grillini, che non condivide le pulsioni destrorse di Luigi Di Maio, si è ritrovata ad ingoiare più di una misura all’opposto di quello per cui da sempre diceva di fare politica, da ultimo il decreto Sicurezza bis. Con la beffa che non è nemmeno servito a far campare il governo per chissà quanto altro tempo ancora.
In tutto questo, Di Maio, nel pieno della crisi di Governo e con una democrazia sottoposta ad uno stress test con pochi precedenti, che fa? Torna a parlare di taglio dei parlamentari! Nel momento in cui Salvini è ad un passo da abolire di fatto il Parlamento e a snaturare la democrazia del Paese, Di Maio è fermo a due, a cinque anni fa. Non capisce che la gente vota per l’originale e che il clima di rancore e odio alimentato negli ultimi anni, e in particolare in questi mesi, rende il taglio dei parlamentari una misura timida, a fronte di chi ti promette di mettere tutto – “i pieni poteri” – nelle mani di uno solo che decide, dispone, impone.
Molto più intelligente sarebbe invece calendarizzare subito la revisione del decreto Sicurezza bis alla luce dei rilievi fatti dal Quirinale. Si tratterebbe di un bel banco di prova per tutti i gruppi politici e per ciascun parlamentare; e di un bel segnale di attenzione e fiducia nei confronti del Capo dello Stato.
https://www.linkiesta.it/it/article/2019/08/10/crisi-governo-elezioni-governo-pd-cinque-stelle-forza-italia/43180/












