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Via della Seta, Conte: nessuna fuga in avanti dell’Italia, non cambia l’alleanza euro-atlantica

Saranno i capi di Stato e di Governo dell’Unione europea giovedì 21 marzo a Bruxelles a discutere la nuova comunicazione al Consiglio e all’Europarlamento sui rapporti Ue-Cina. Tutti gli occhi saranno rivolti verso il premier italiano, Giuseppe Conte che il giorno successivo incontrerà proprio il presidente cinese Xi Jinping in visita di Stato in Italia per firmare il memorandum of understanding sulla nuova Via della Seta.

È stato oggi il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, a spiegare che il progetto cinese Belt and Road Initiative (BRI), ossia nuova Via della la Seta, «è potenzialmente positivo: può essere buono per avvicinare Paesi asiatici e europei. Il risultato può essere benefico o no ma dipende da come sarà applicato». Katainen ha invitato a «restare compatti come Ue e anche gli operatori della Via della Seta devono rispettare le regole per la trasparenza e la concorrenza». Katainen ha spiegato che «non ci sono controindicazioni alla firma di tali documenti, dipende tutto dalla loro sostanza». «Tutti gli Stati membri che si stanno impegnando in tal senso – ha aggiunto – devono ricordarsi che abbiamo le nostre regole sulla trasparenza e la concorrenza, quindi gli appalti pubblici devono essere aperti a tutti». Quanto al protocollo d’intesa tra Italia e Cina sulla Via della Seta «lo valutiamo come valutiamo tutti gli altri 13 protocolli firmati dagli altri stati Ue».

Tria: una tempesta in un bicchiere d’acqua
Da parte del Governo italiano è un coro unanime per rassicurare Washington e Bruxelles. Conte ha chiarito che «non c’è assolutamente aria di crisi nel governo sul capitolo Cina. Il governo quando si muove su questi scenari lo fa sempre in modo coordinato coerente. Quello della Cina non è un capitolo che si improvvisa dall’oggi al domani, è stato preparato nei mesi scorsi, certo va affrontato con molta cautela». Il presidente del Consiglio ha tenuto a precisare che «siamo un Paese inserito nell’Ue, collocato in un’alleanza tradizionale euro-atlantica e rimaniamo collocati in questa prospettiva di alleanze. Semplicemente ci apriamo una strada molto interessante dal punto di vista commerciale». Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha sdrammatizzato: «Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo – ha detto il ministro dopo l’Ecofin – non è un accordo, è un Memorandum of understanding, si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata, credo che si stia facendo un po’ una tempesta in un bicchier d’acqua».

Salvini: tutelare interesse nazionale, Conte assicura Copasir su tecnologia 5G
Un richiamo all’interesse nazionale è arrivato dal vicepremier Matteo Salvini. «Aprire nuovi mercati alle imprese italiane e agli imprenditori italiani è fondamentale, però bisogna tutelare l’interesse nazionale e la sicurezza nazionale», ha detto a Matera Salvini. «Prima di mettere a disposizione di investitori stranieri infrastrutture vitali per l’Italia, penso ai dati, alle reti, ai porti, agli aeroporti, – ha osservato Salvini –bisogna stare molto, molto attenti». Salvini ha evocato quindi anche la questione della tecnologia 5G di Huawei che verrà sperimentata in cinque città italiane nei prossimi mesi ma che preoccupa gli americani per il trasferimento dei dati sensibili. Su questo il Copasir, comitato di vigilanza sui servizi di sicurezza, ha chiesto gli opportuni chiarimenti oggi pomeriggio al premier Conte nel corso di un’audizione. Il premier ha ricordato che è stato appena istituito al Mise un comitato che vigilerà sulla sicurezza dei dati. Anche il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio sostenitore del progetto ha messo in chiaro che il Memorandum of Understanding «non è l’occasione per noi per stabilire nuove alleanze a livello mondiale e geopolitico, ma il modo per dire che dobbiamo riequilibrare le esportazioni di più sul nostro lato, un rapporto ora sbilanciato sulla Cina».

Via libera di Confindustria ma solo nel quadro Ue
Un via libera al progetto cinese ma senza strappi con l’Europa è arrivato da Confindustria. L’obiettivo principale secondo Confindustria è «far crescere le esportazioni italiane in Cina in modo da bilanciare i flussi di merce oggi eccessivamente squilibrati a vantaggio del gigante asiatico». E il presidente Vincenzo Boccia è stato ancora più esplicito: «Dobbiamo fare cose anche nella linea europea – ha detto Boccia – dobbiamo costruire un modello multilaterale per quanto riguarda anche la Cina, e non escludere nessuno. Secondo noi gli accordi vanno fatti nel quadro europeo. Nell’interesse dell’Italia ma in una logica multilaterale e non bilaterale con singoli Paesi». Sui contenuti della possibile intesa «non siamo entrati nel merito» con il Governo, ha spiegato il presidente di Confindustria: «Bisogna capire cosa c’è in questo documento».

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