VIA LIBERA DAL GOVERNO

Parte l’indagine sulla sieroprevalenza coordinata da ministero della Salute e Istat. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri di sabato notte, al via le prime chiamate. Nodo privacy, i dati saranno conservati allo Spallanzani

10 maggio 2020


Coronavirus, tamponi e test sierologici

2′ di lettura

Via libera sabato sera in Consiglio dei ministri al decreto sulle indagini sierologiche. Si tratta delle regole per far partire i test sierologici per l’indagine nazionale su 150 mila italiani scelti dall’Istat in base a sei fasce d’età e a professioni e aree geografiche diverse in modo da essere più rappresentativo possibile: l’obiettivo dell’”indagine sulla sieroprevalenza” è capire effettivamente quanti italiani hanno incontrato il virus: oggi si stima tra il 4 e il 7% ma servono dati più certi. A breve partiranno le prime chiamate alle persone selezionate per il campione: secondo quanto si apprende, un call center di 300 persone della Croce rossa è già pronto, e «a breve» cominceranno i primi prelievi. Il decreto è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il testo del decreto sull’indagine sierologica

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Il nodo privacy
Inizialmente la misura doveva essere contenuta nel decreto Maggio, ma evidentemente per accelerare l’intervento, già in ritardo rispetto agli annunci, il Consiglio dei ministri ha optato per un decreto ad hoc. Il testo, spiega il governo, «considerata la necessità di disporre con urgenza di studi epidemiologici e statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione, prevede l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, relativi alla salute e al corredo genetico, per fini statistici e di studi scientifici».

I campioni allo Spallanzani
L’indagine sarà svolta congiuntamente dai competenti uffici del Ministero della salute e dall’Istat in qualità di titolari del trattamento, nel rispetto di quanto stabilito dal protocollo approvato dal Comitato tecnico scientifico costituito presso la Protezione civile e delle pertinenti Regole deontologiche allegate al Codice per la protezione dei dati personali. I campioni raccolti saranno conservati per cinque anni presso la banca biologica dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani.

https://www.ilsole24ore.com/art/via-libera-governo-test-sierologici-150mila-italiani-capire-chi-ha-incontrato-virus-ADo2vdP

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