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Vitalizi, Consiglio di Stato scioglie i dubbi del Senato: “sì ai tagli, ma razionali e giustificati”

Il parere era stato richiesto dal Consiglio di presidenza di presidenza dell’Aula guidata da Maria Elisabetta Alberti Casellati. Esclusa la responsabilità dei parlamentari per l’approvazione della normativa

I vitalizi degli ex senatori possono essere tagliati ma con regolamento di Palazzo Madama e secondo i principi della Corte Costituzionale di proporzionalità e razionalità. È quello che si evince dal parere del Consiglio di Stato reso noto oggi, dopo che il Senato si era rivolto ai giudici amministrativi in seguito all’accelerazione impressa al taglio da Montecitorio. È “possibile incidere” sui vitalizi degli ex senatori, in particolare “sull’affidamento al mantenimento della condizione giuridica già maturata”, quando la nuova disciplina “sia razionale e non arbitraria, non pregiudichi in modo irragionevole la situazione oggetto dell’intervento e sussista una causa normativa adeguata e giustificata da una inderogabile esigenza di intervenire o da un interesse pubblico generale, entrambi riguardati alla luce della consistenza giuridica che ha assunto in concreto l’affidamento”.

Nel parere, lungo 25 pagine, Palazzo Spada pone infatti in evidenza i “principi di proporzionalità, ragionevolezza e di tutela dell’affidamento”, elaborati dalla Corte costituzionale con riferimento al “trattamento previdenziale in senso stretto”, i quali “vanno tenuti in considerazione come principi generali che devono guidare interventi normativi comunque peggiorativi di trattamenti in godimento”. Un “ruolo significativo – si sottolinea ancora nel documento depositato oggi – può essere riconosciuto anche alla causa posta alla base dell’intervento normativo e alle finalità che lo sorreggono e che si intendono raggiungere”. 

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