Visentini (sindacati europei), '1° Maggio dedicato a lavoratori, eroi e vittime pandemia'

Luca Visentini (Foto: Ces)

“Quest’anno le celebrazioni per il primo maggio assumono un valore davvero particolare. Non solo perché in questi tempi durissimi contraddistinti dall’emergenza Coronavirus non potremo ritrovarci come sempre nelle piazze, ma soprattutto perché sono proprio i lavoratori a essere al tempo stesso gli eroi e le vittime di questa pandemia”. Così Luca Visentini, il sindacalista italiano alla guida della Confederazione europea dei sindacati (Ces), illustra ad Adnkronos/Labitalia il valore della giornata del 1° Maggio ai tempi del coronavirus.

“Sono eroi in particolare -spiega Visentini- coloro che lavorano senza sosta per fornire servizi essenziali e assistenza alla popolazione. Ma i lavoratori sono anche vittime: milioni di persone in tutta Europa hanno perso la vita, la casa, il lavoro. Secondo i nostri dati, oltre 40 milioni di persone hanno perso il lavoro in modo permanente o temporaneo da febbraio. Sono numeri impressionanti che ci mostrano l’estrema gravità della situazione che stiamo vivendo”.

Una situazione drammatica che però, avverte il segretario della Ces “sarebbe molto peggiore per i lavoratori, se il sindacato non si fosse battuto e non avesse ottenuto adeguati dispositivi di protezione e garanzie di reddito a livello europeo, in nome della solidarietà”. “Grazie ai nostri sforzi, infatti, ogni paese europeo dovrebbe presto avere un programma in base al quale i lavoratori continueranno a ricevere un’adeguata sostituzione del loro salario tramite dei sussidi, a condizione che si evitino i licenziamenti permanenti”.

Visentini sottolinea proprio questa parola: “Solidarietà” e insiste: “Deve anche essere il valore fondante su cui costruire la ripresa del lavoro e il rilancio dell’economia”. “A livello europeo ciò significa quattro cose -spiega-: un pacchetto di ripresa senza precedenti per un modello economico più sostenibile e la creazione massiccia di posti di lavoro di qualità, il sostegno alla contrattazione collettiva come il modo migliore per ottenere salari equi, la promessa di una legislazione sulla parità retributiva e standard più elevati di salute e sicurezza”.

“L’Unione europea ha messo in atto misure di emergenza pari a 540 miliardi di euro per sostenere i lavoratori, le aziende e i sistemi sanitari senza vincolarle, come avvenne invece per la crisi del 2008-2012, a privatizzazioni e tagli”, dice Visentini. “Questo dimostra che alcune delle lezioni di quella crisi sono state apprese. Tuttavia il denaro stanziato per tali misure deve essere reso disponibile senza ritardi”, auspica Visentini.

Ma ora è il tempo anche di pensare alla ripresa. “Per quanto riguarda la strategia di uscita e il piano di ripresa, -commenta il leader della Ces- l’Ue e i governi devono garantire un adeguato dialogo sociale e il coinvolgimento delle parti sociali: il sindacato europeo sarà in prima linea per dare forma a queste politiche in modo da promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro, l’aumento delle retribuzioni e la trasparenza, il rafforzamento della contrattazione collettiva, una protezione adeguata per tutti i lavoratori, così come il Green Deal, una tassazione equa e la giustizia digitale”. “Tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro status, hanno ora bisogno di un ritorno al lavoro sicuro, adeguatamente pianificato e gestito. Il sindacato europeo si batterà per garantire a tutti un lavoro sicuro, equo e sostenibile”, conclude Visentini.

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