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Ambiente: Oikos, 35 anni di pitture per azienda che ha eliminato formaldeide  

Oikos, 35 anni di pitture ecologiche

Foto dalla pagina Facebook di Oikos

Trentacinque anni di business nel settore delle pitture “senza nuocere alla salute e all’ambiente“. Claudio Balestri presidente Oikos ( e tra i primi fondatori dell’azienda) sottolinea con orgoglio il traguardo tagliato quest’anno dall’impresa romagnola: Oikos è nata infatti nel 1984 ed è la prima azienda al mondo ad aver eliminato completamente la formaldeide dai suoi prodotti. “Avevo 27 anni -ricorda Balestri- quando ho iniziato questa attività: non avevo ereditato aziende, siamo partiti da un garage. Ma l’innovazione è sempre stata presente, fin dall’inizio: per questo non invecchiamo mai -dice- perché siamo sempre attenti al futuro, alle nuove tecnologie, alle materie prime e al recupero di quello che normalmente finisce negli scarti e che, invece, da noi ha una seconda e, a volte, una terza vita. (Guarda l’intervista)

Oikos è un’azienda che produce pitture decorative ecologiche -spiega Balestri- e che, attraverso la ricerca e l’innovazione ha portato sul mercato tanti prodotti basandosi fortemente su quello che oggi è un ordine del giorno ossia l’ecologia. E nel 1984 parlare di prodotti ecologici nel campo della chimica voleva sicuramente dire essere pionieri.

I numeri dell’azienda parlano da soli: un fatturato nel 2018 a quota 28 mln (di cui il 30% su mercato internazionale e il 70% su mercato nazionale), una presenza commerciale in 57 Paesi del mondo, 150 dipendenti più altri 100 collaboratori. La sede è in Romagna, a Gatteo Mare (Fc), sulla bocca del fiume Rubicone, “una località balneare -ci tiene a sottolineare Balestri- a dimostrazione dell’importanza che l’ecologia ha nelle nostra azienda e del fatto che non inquiniamo e non abbiamo nessun elemento nocivo per la natura”.

Alla base del successo di Oikos c’è un segreto: la sua capacità di creare materie che danno concretezza all’immaginazione dei progettisti, con soluzioni decorative a misura d’uomo e di ambiente, esteticamente e tecnologicamente d’avanguardia, orientate al benessere, e globalmente di assoluta eccellenza. Per 35 anni Oikos ha creato nuovi scenari per la decorazione e oggi, con il progetto Ri–Evolution, anticipa ancora una volta i cambiamenti del mercato, per essere allineati alle nuove esigenze e comunicare nelle forme e con gli strumenti più attuali. Per dirla con Balestri: “Con Ri-Evolution, Oikos la pittura ecologica decorativa guarda avanti una volta di più e celebra i suoi 35 anni lanciando un progetto strategico completo che guarda al futuro nel rispetto del passato”.

Oikos oggi con i suoi prodotti, “si rivolge al privato, al consumatore finale ossia a colui che ha un casa, un ambiente o uno spazio, a tutti coloro che progettano i luoghi dell’abitare (hotel, ristoranti, negozi luoghi pubblici”, e a coloro che costruiscono”. “Nell’insieme i nostri prodotti si rivolgono a tutto ciò che è legato al mondo della costruzione e della ristrutturazione sia per interni che per esterni.

E i prodotti per Balestri sono come figli. “Dire qual è il più brutto o il più bello o il migliore è sempre difficile -chiosa-. Posso dire che ne abbiamo uno, che si chiama Ottocento che compie 20 anni ed è ancora inimitabile”. Potenza di “una formula segreta che nessuno è riuscito a copiare”, perché questa, rimarca Balestri “è la grande forza di quando si fa ricerca, avere con l’innovazione prodotti che rimangono nel tempo”.

Guardare al futuro nel rispetto del passato” è uno dei claim di Oikos. “Ha un significato importante -racconta il presidente- perché non solo è quello che facciamo nella nostra azienda, ma anche nell’ambito della nostra storia italiana -aggiunge- continuiamo a ispirarci anche a tante lavorazioni e decorazioni fatte nel passato, rivedendole in un’ottica contemporanea”.

“Ad esempio il travertino romano ci ha ispirato un prodotto che lo riproduce, ottenuto a partire dagli scarti di questo storico materiale. O anche ci siamo ispirati a Tiepolo: abbiamo ‘preso’ i colori dei suoi dipinti e trasformati in una collezione colore con l’interpretazione di un design di fama internazionale come Giulio Cappellini che gli ha dato quei mood da utilizzare nella decorazione o nella progettazione contemporanea”. “In passato la chimica non c’era -conclude Balestri- eppure tante facciate tante pitture, tanti quadri e tante decorazioni nel nostro Paese sono ancora lì, a dimostrazione che si poteva e si può fare colori e fare prodotti in un ambiente moderno e nel rispetto della salute e dell’ambiente”.

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