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Arriva lo ‘street wedding’ e il catering diventa cibo di strada 

Arriva lo 'street wedding' e il catering diventa cibo di strada

Un allestimento di street wedding (Street Food)

Cibo di strada e matrimoni? E’ la nuova rivoluzione lanciata da Streetfood Project, la società di eventi che fa riferimento all’associazione Streetfood che negli anni ha cambiato il modo di comunicare la qualità e la tradizione del cibo di strada. Nasce infatti un servizio di catering di ‘strada’ per animare la parte gastronomica dei matrimoni all’aperto, grazie alla messa in scena di un vero e proprio villaggio dei truck e dei cibi di strada. Il tutto marchiato ‘Streetfood’, il marchio con la tendina che nel 2010 ha lanciato il concept di evento itinerante con i cibi di strada in Italia e che oggi è a disposizione esclusiva di quanti in Italia e all’estero vogliano rendere una cerimonia o una semplice festa privata unica e fuori dagli schemi.

“La nostra attività in questi anni – spiega il patron degli eventi con la tendina, Max Ricciarini – è stata quella di selezionare operatori e cibi del settore che rispondano al decalogo dell’associazione Streetfood, il che si traduce soprattutto in buona immagine, professionalità, creatività e tradizione, insieme naturalmente a quei principi di pulizia e igiene che sono alla base di tutto”. Il progetto di catering dei cibi di strada si basa sulla realizzazione di eventi esclusivi con servizi catering in modalità Street Food (feste private e cerimonie di comunioni cresime matrimoni), soddisfacendo sia le richieste di servizi catering che le attività del settore.

“Il brand Streetfood – sottolinea – è sempre stato sinonimo di primato e novità del mondo dei cibi di strada riqualificando gli operatori, gli eventi e rilanciando centri storici e incentivandone il flusso turistico, la cultura e storia dei cibi poveri o di strada e ritiene di dover dare segnali per uscire da un vortice di inflazione causato, ahimè, da tante realtà che per copiare l’originale hanno fatto danni agli operatori e al fenomeno del cibo di strada stesso. Oggi non è, quindi, più una novità il tema del cibo di strada e va avanti chi opera con raziocinio, professionalità e originalità per mantenerlo ancora in piedi e degno di interesse”.

Streetfood nasce con l’intento di fare sistema con i territori italiani ed esteri coinvolgendo nei propri progetti tanto gli enti che le istituzioni e le associazioni che ne condividano la ‘mission’. In questi anni, si è messa a disposizione per numerosi progetti di ricerca di tradizioni culturali enogastronomiche e artigianali italiane, ha contribuito a comunicare l’educazione alimentare attraverso seminari e iniziative riservate a grandi e piccoli.

“Il marchio Streetfood – assicura – rappresenta oggi un distintivo di qualità e genuinità sempre più riconoscibile e riconosciuto. Come detto è stato sviluppato anche il concetto di guida turistica enogastronomica”. Oltre a promuovere cibi e cucine di strada, l’Associazione non può dimenticare i ‘ferri del mestiere’, ovvero quegli utensili, testi in ferro o argilla o refrattari, fornelli e quant’altro che da sempre hanno dato forma e senso alla cultura e tradizione dello Streetfood.

Oggi, dopo undici anni di attività, l’Associazione può vantare numeri importanti per il settore. A partire dagli eventi che negli anni hanno toccato oltre 120 città italiane, portando in degustazione centinaia di cibi di strada italiani e non solo, raggiungendo, si stimano, circa 6,5 milioni di appassionati negli oltre 430 eventi messi in piedi. A questi eventi vanno aggiunti, oltre alla somministrazione di cibi ‘certificati’, anche attività culturali collaterali, come le visite guidate ai centri storici delle città che hanno ospitato i cosiddetti ‘Streetfood Village’, ma anche convegni, seminari e master di approfondimento. Oltre a questo sono decine le tesi di laurea alla quali l’associazione ha contribuito, centinaia i professionisti aiutati a entrare in questo settore partendo da zero.

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