Coronavirus: Eureka aumenta diarie giornaliere del personale

Eureka, azienda che produce macinacaffè e macina-dosatori per il canale professionale, continua la produzione nello stabilimento di Sesto Fiorentino (Firenze) e attua misure straordinarie a sostegno dei propri dipendenti. Dopo la completa sanificazione dei locali produttivi, il lavoro è ripreso a pieno regime. Importanti le misure di sicurezza adottate per rendere confortevole e sereno l’ambiente di lavoro. I turni di ingresso sono stati scaglionati in tre diversi gruppi per diluire l’accesso ai locali, le postazioni di lavoro sono transennate per la corretta distanza tra le persone, che sono state dotate di tute da lavoro speciali, mascherine, protezioni sovra scarpe e prodotti per l’igiene e la disinfezione. Ogni mattina, un’infermiere professionale misura la temperatura ai lavoratori in ingresso e le pause durante il lavoro sono state raddoppiate.

L’azienda aveva già avviato lo scorso febbraio il lavoro in modalità smart working per una parte consistente delle risorse umane, A partire dal 10 marzo, oltre al bonus presenza, già decretato dal governo, a tutti lavoratori del Gruppo è stata riconosciuta una diaria di ulteriori 50 euro al giorno a titolo di contribuzione extra ai disagi dovuti all’emergenza. “Continuiamo a lavorare per assicurare una produzione essenziale per la filiera – spiega Maurizio Fiorani, amministratore delegato di Eureka – e lo facciamo attraverso misure straordinarie di supporto ai nostri lavoratori che ringraziamo per il loro grande impegno in un momento così difficile per l’Italia“.

Eureka, proprio quest’anno compie i suoi cento anni di attività e ha aumentato la capacità produttiva, avviando un pacchetto di assunzioni di varie figure aziendali. Fondata nel 1920, l’azienda fiorentina arriva a questo ambizioso traguardo nella produzione di macinacaffè professionali per il settore dei bar e della ristorazione, con quota centomila pezzi prodotti nel 2019. Le previsioni di fatturato lasciano presagire una chiusura del bilancio molto positiva, con un fatturato in crescita del 38% fino a quota 34,5 milioni di euro. Un risultato ottenuto puntando sul segmento di alta gamma dedicato ai mercati internazionali, ma anche da una vorticosa crescita della domanda sul fronte interno.

“Nel corso del 2019 sono state assunte dodici nuove risorse umane – spiega Maurizio Fiorani – tutti giovani e laureati. Se consideriamo che nel 2014 avevamo soltanto dodici dipendenti, nel giro di sei anni siamo arrivati ad avere in organico un totale di settantacinque dipendenti, con un’età media di 35 anni. I nostri piani di sviluppo si concentrano ora sulla gamma premium, dove puntiamo a diventare leader del settore, specie nei mercati più promettenti: Usa e Giappone in primis, ma anche in Italia, dove ci sono ampi margini di crescita nel canale professionale”.

Nel corso del 2020 Eureka prevede di inserire in organico un totale di 12 nuove risorse umane. Nello specifico, due saranno impiegate nell’ufficio commerciale (di cui una madrelingua russa), due ingegneri nella pianificazione e acquisti, un esperto in amministrazione, un ingegnere addetto alla qualità e sei operai. “Abbiamo ideato i nostri prodotti per facilitare il lavoro del barista, ma anche le esigenze dei torrefattori – spiega Maurizio Fiorani – e grazie alla tecnologia siamo riusciti finora ad ottenere performance di vendita eccezionali in Nord America. Dai 5 milioni di euro di fatturato del 2013 siamo passati agli attuali 25, di cui il 90% derivanti dall’export. Ciò è stato possibile soprattutto grazie al potenziamento dei nostri uffici di ricerca & sviluppo e qualità che ci hanno permesso di ampliare la gamma proponendo un binomio vincente basato su tecnologia e design”.

La cultura dell’innovazione e la condivisione sono, infatti, la forza dell’azienda. Negli ultimi anni Eureka ha investito in ricerca e sviluppo (annualmente circa il 5% del fatturato totale) arrivando a patentare sei brevetti, e a lanciare dodici nuovi prodotti solo nell’ultimo biennio. Una politica aziendale virtuosa che insieme all’assunzione di nuove figure manageriali ha consentito una crescita importante del brand made in Italy, con la conseguente espansione dello stabilimento di Firenze avvenuta nel 2016.

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