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Coronavirus: Sistema Impresa firma accordo su cig in deroga con Regione Campania 

Sistema Impresa firma accordo su cig in deroga con Regione Campania

Berlino Tazza, presidente Sistema Impresa (Foto Sistema Impresa)

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Sistema Impresa firma l’accordo per la cassa integrazione in deroga con la Regione Campania per fronteggiare le ricadute negative dell’emergenza Covid sul mondo produttivo. Sistema Impresa è la confederazione nazionale che riunisce

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167mila aziende sul territorio nazionale per oltre un milione di addetti ed è principalmente attiva nel settore del commercio e dei servizi. “Appoggiamo l’iniziativa della giunta De Luca – commenta Berlino Tazza, presidente nazionale di Sistema Impresa – che ora farà valere tutta la sua efficacia in una delle regioni più vitali del Sud Italia e dell’area mediterranea. A questo punto, però, è necessario che sia il governo nazionale a predisporre una strategia di sostegno per l’economia campana e meridionale che, in virtù delle sue prerogative, si trova particolarmente esposta alla crisi”.

“In più occasioni – ricorda – abbiamo ribadito come l’esecutivo Conte debba garantire maggiori risorse per le Pmi. Contestualmente, la Commissione europea deve mettere in campo una strategia che non riproponga copioni obsoleti, quali i meccanismi troppo onerosi del Mes, ma accolga le reali necessità dei Paesi del Sud Europa che chiedono misure calibrate sull’emergenza e capaci di non pregiudicare in modo definitivo i bilanci degli Stati che dovranno affrontare sacrifici enormi per riaversi dalla recessione”.

L’accordo, si legge nel documento, impegna “Regione Campania, Inps e le organizzazioni sindacali e datoriali, comparativamente più rappresentative a livello nazionale e regionale” con l’obbiettivo di estendere le tutele della cassa integrazione per contrastare “gli effetti negativi per tutte le imprese e aziende determinati dalla grave situazione di emergenza sanitaria che ha investito il Paese per effetto della diffusione della epidemia da Covid-19”. Il ricorso alla cig in deroga, come specifica l’accordo, va in questa direzione: “Possono beneficiare dell’integrazione salariale tutti i lavoratori, indipendentemente dall’anzianità di effettivo lavoro maturata presso le aziende richiedenti il trattamento, aventi, alla data del 23 febbraio 2020, un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato nei limiti della durata del primo contratto, per i lavoratori a termine l’intervento di sostegno al reddito termina al momento della cessazione del contratto”.

Nel frattempo, la situazione economica, nel Sud Italia e nello specifico in Campania, sta precipitando. Molti dei settori più colpiti dalla chiusura delle fabbriche e delle attività costituiscono i pilastri delle economie meridionali: il settore alberghiero e ricettivo, la ristorazione, le aziende che operano nel turismo e nei trasporti, il commercio al dettaglio. Come sottolinea Alfonso Albore, presidente di Sistema Impresa Napoli, “le pmi non potranno sopravvivere a lungo senza un aiuto forte da parte dello Stato”. “Le iniziative di sostegno alla popolazione come il bonus spesa, in un Sud dove il lavoro saltuario è molto diffuso, sono utili. Ma non bastano. Servono azioni di sostegno che siano in grado di tutelare i livelli produttivi e occupazionali”, aggiunge.

“L’accordo con Regione Campania dimostra che siamo una forza datoriale che opera nei territori tutelando le economie locali – dichiara Bellino Elio Panza, vicepresidente nazionale e presidente di Sistema Impresa Benevento – e che il lavoro svolto di concerto con le istituzioni consente di dotare le aziende degli strumenti più utili e flessibili per affrontare l’emergenza”.

“Le azioni previste dall’accordo – commenta Raffaele Pezone, presidente di Sistema Impresa Caserta – sono indispensabili per le piccole attività artigianali e commerciali costrette a interrompere l’attività. La cassa in deroga rappresenta una boccata di ossigeno per i comparti del commercio e dei servizi ai fini non tanto della ripartenza ma della sopravvivenza. Ora ci aspettiamo che il presidente De Luca ordini il riavvio di alcuni segmenti strategici dell’economia locale”. “Gli operatori del food delivery, per esempio, se messi nelle condizioni di lavorare, generano un indotto importante aiutando simultaneamente le imprese e le famiglie. La Regione, inoltre, deve stimolare il governo nazionale a varare un pacchetto di misure a sostegno dell’imprenditoria meridionale. Le pmi hanno bisogno di liquidità, e in questa prospettiva, tutto il settore del credito deve essere chiamato dall’esecutivo a ricoprire un ruolo decisivo in vista di una ripartenza che sarà lunga e complessa”, conclude.

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