Prima Pagina>Professioni>Fase 3: Pagliuca (Cnpr), ‘nell’emergenza professionisti avamposto in trincea’ 
Professioni

Fase 3: Pagliuca (Cnpr), ‘nell’emergenza professionisti avamposto in trincea’ 

Pagliuca (Cnpr): Nell'emergenza professionisti avamposto in trincea'

Un momento del webinar

Advertisements

L’importanza dei professionisti italiani come ‘cinghia di trasmissione’ tra cittadini, imprese e istituzioni è stata sottolineata da Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr nel corso del webinar ‘Dopo l’emergenza Covid-19 quale sarà il nuovo ruolo dello smart working’, organizzato dalla Cassa di previdenza dei Ragionieri e degli esperti contabili: “Nell’emergenza Covid-19 siamo stati avamposto in trincea. Gli imprenditori e i cittadini si sono rivolti a noi per avere i chiarimenti necessari sulle opportunità offerte dai

Advertisements
decreti emanati dal governo e dalle regioni. Da questa grande tragedia si è riusciti a trarre elementi positivi. L’adozione dello ‘smart working’ è uno di questi. Grazie a questo sistema si è riusciti non solo a salvaguardare la salute, ma anche ad azzerare i tempi di spostamento e ridurre i costi di gestione. Un sistema destinato a durare orientando una gestione individuale sempre più spinta”. La Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili “è pronta a questa nuova sfida in virtù delle caratteristiche professionali dei suoi iscritti. Professionisti giovani, nativi digitali, con un percorso formativo all’avanguardia. Sono convinto che possiamo offrire un contributo al governo per adottare misure ancora più efficaci sulle realtà economiche e sociali del nostro Paese”.

L’emergenza sanitaria si è dunque trasformata in un trampolino per la transizione verso il lavoro agile, come affermato dal presidente dell’Istituto nazionale degli Esperti contabili, Giuseppe Scolaro: “Questi mesi trascorsi in isolamento forzato dalle misure di sicurezza, ha fatto riscoprire, l’opportunità del lavoro agile, ovvero ‘smart working’. Per le professioni economiche contabili, questo periodo di allontanamento forzoso dagli uffici, ha visto un ampio ricorso degli studi professionali, i quali sono stati i meno impattati dai provvedimenti di sospensione, essendo stati ritenuti servizi essenziali per il mantenimento del sistema economico sociale”.

“La relazione con il cliente dello studio professionale – ha ricordato Scolaro – si è spostata a distanza, ma oltre al tradizionale mezzo comunicativo del telefono, si è aggiunta l’opportunità di un confronto a distanza, grazie alla grande diffusione dei sistemi di videoconferenza, che consentono maggiori dinamicità nella relazione interpersonale, grazie all’opportunità di condivisione di schermi, documenti, e applicazioni, condivise in tempo reale”.

“Le varie piattaforme di videocomunicazione – ha aggiunto – si sono diffuse rapidamente, anche grazie alla competitività degli abbonamenti, che consentono un utilizzo illimitato a costi annui nettamente inferiori ad una mensilità locativa di un ufficio. La rilevazione più aggiornata effettuata dal Politecnico di Milano, rileva che negli ultimi due mesi la popolazione lavorativa che svolge la sua attività ricorrendo a lavoro agile è passata dai 570 mila addetti nel periodo pre-Covid agli 8 milioni di addetti nel periodo del lockdown. Un multiplo di crescita di 16 volte nello spazio di poche settimane”.

“Una delle principali preoccupazioni -ha sostenuto Elbano de Nuccio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bari e docente di Contabilità e bilancio dell’Università Jean Monnet -che l’attuale emergenza sanitaria ha sollevato è certamente l’innesco di una profonda e generalizzata crisi economico-finanziaria i cui effetti stanno pregiudicando l’intero tessuto imprenditoriale e professionale del nostro Paese. Stante l’acclarata impossibilità del governo di intervenire nell’erogare ingenti contributi di liquidità a fondo perduto, l’unico modo per intervenire, cercando di ridurre la tensione finanziaria che attanaglia imprese e professionisti, è spostare l’attenzione sul fronte dei debiti”.

Una misura di sostegno finanziario per le imprese in difficoltà – ha spiegato – potrebbe essere, infatti, un accordo con il fisco per spalmare i debiti tributari consolidati al 23 febbraio 2020 in 20/30 anni. Il provvedimento rappresenterebbe, infatti, una ghiotta e irripetibile occasione per dare ossigeno ai contribuenti oberati dai debiti con un meccanismo di premialità volto a riconoscere una riduzione del debito tributario, in misura inversamente proporzionale alla tempistica di pagamento. Della serie prima paghi più risparmi”. “Tra l’altro – ha aggiunto De Nuccio – con la concessione di rateizzazioni più lunghe per il pagamento dei debiti fiscali, ci sarebbe da un lato un evidente vantaggio anche per l’erario che inizierebbe ad incassare immediatamente i propri crediti, con conseguenti benefici per la liquidità del bilancio statale, dall’altro verrebbe scongiurato il rischio di mancato recupero dei crediti tributari per effetto del fallimento dei contribuenti”.

Per Andrea Benetti, direttore dell’Istituto nazionale degli Esperti contabili: “Il livello di digitalizzazione delle aziende crea valore aggiunto nell’approccio delle imprese ai nuovi mercati e gli esperti contabili sono in grado di tracciare nuovi e più efficienti modelli di lavoro. In questi mesi di grande sconvolgimento abbiamo osservato grande frammentazione causata da susseguirsi di interventi fiscali del governo. Abbiamo ricevuto tantissime richieste di chiarimenti e abbiamo chiaro il polso della situazione. Sappiamo, ad esempio, che sarà molto difficile per le imprese procedere al pagamento di circa 29 miliardi di scadenze fiscali entro il 30 giugno. Occorre uno slittamento che va gestito e rapportato all’erogazione della liquidità che le banche concederanno alle aziende”.

Anche Luigi Capuozzo, presidente dell’Unione commercialisti ed esperti contabili di Milano, ha posto l’accento sul ruolo dei professionisti nell’economia post Covid: “Siamo considerati da tutti professionisti utili e indispensabili. In Lombardia ci siamo trovati in mezzo a contrasti tra Regione e governo che hanno causato non pochi problemi alla nostra professione. Tuttavia non abbiamo mai mollato. Mi chiedo però come mai veniamo sempre esclusi da qualsiasi tavolo tecnico di concertazione o trattativa”.

“Come mai – si è chiesto – veniamo esclusi dalle agevolazioni, come accaduto ad esempio per l’accesso al fondo perduto. E’ un paradosso che deve essere superato. Siamo sempre pronti a fare la nostra parte ma la politica deve ascoltarci di più. Ci sono troppi ritardi dovuti alla burocrazia nell’erogazione di liquidità alle aziende”. “Ancora oggi – ha sottolineato – tantissimi imprenditori in Lombardia non hanno ricevuto nemmeno i 25mila euro. Tante agevolazioni e belle idee si bloccano per intoppi burocratici e intanto aziende soffrono. Vorrei che le nostre proposte di semplificazione venissero prese in considerazione, prime che sia troppo tardi”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Rispondi